Attività di Ricerca
L'attività scientifica della Dr.ssa Pontrelli é documentata da pubblicazioni a stampa su riviste internazionali, capitoli di libro e dalle comunicazioni scientifiche o letture su invito tenute a congressi nazionali ed internazionali.
Ha indirizzato i propri studi principalmente sui seguenti argomenti:
-Biotecnologie “omiche” applicate allo studio dei meccanismi molecolari e cellulari alla base della progressione del danno renale in corso di Nefropatia Diabetica: in particolare si è dedicata alla comprensione del ruolo dell’ubiquitinazione in lisina 63 nella transizione epitelio-mesenchimale e nella de-regolazione dell’autofagia e dei meccanismi molecolari alla base della progressione della fibrosi renale. Inoltre ha caratterizzato alcuni miRNA che influenzano i processi biologici descritti valutandone in vitro e in vivo la regolazione epigenetica indotta dall’iperglicemia. In questo ambito di ricerca collabora con il Prof. Massimo Federici (Dipartimento della Medicina dei sistemi, Università di Roma Tor Vergata), il Prof. Loreto Gesualdo (Università degli studi di Bari), il Prof. Francesco Giorgino (Università degli studi di Bari), la Prof.ssa Anna Gallone (SSD BIO/13, Università degli studi di Bari), il Prof. Giuseppe Grandaliano (Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma), il Prof. G. Stallone (Università di Foggia).
-Studio dei meccanismi cellulari, molecolari e trascrizionali alla base del danno da ischemia-riperfusione e del rigetto dell'organo trapiantato: in particolare ha studiato le diverse vie di trasduzione del segnale coinvolte nei meccanismi pro-infiammatori e pro-fibrotici alla base del rigetto dell’organo trapiantato e il ruolo del sistema della coagulazione nella regolazione di questi meccanismi. Si è occupata anche di studiare i meccanismi molecolari alla base della patogenesi delle neoplasie post-trapianto e di valutare l’effetto di inibitori specifici nella regolazione di tali meccanismi. Attraverso un approccio “omico” ha anche studiato i profili trascrizionali e fosfo-proteomici delle sottopopolazioni linfocitarie nel rigetto d’organo e nelle neoplasie post-trapianto. Infine ha studiato il ruolo del sistema del complemento nel danno da ischemia/riperfusione e nella transdifferenziazione dei periciti. In questo ambito di ricerca collabora con il Prof G. Grandaliano (Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma), il Prof. Stallone e il Prof. Castellano (Università di Foggia), con il Prof Zaza (Università di Verona) e con il Prof. L. Gesualdo (Università di Bari).
-Studio dei meccanismi cellulari e molecolari alla base della disfunzione immunologica dei linfociti T CD8+ nel carcinoma renale a cellule chiare con particolare focus sul ruolo dei microRNA; caratterizzazione di linee di carcinoma renale a cellule chiare; metodiche di studio dei linfociti T citotossici. In questo ambito di ricerca collabora con la Prof.ssa Elena Ranieri (Università degli studi di Foggia).
-Si è occupata di caratterizzare i meccanismi molecolari e cellulari e specifici pattern trascrizionali influenzati dal trattamento dialitico; meccanismi molecolari e cellulari coinvolti nell'insufficienza renale cronica e nella fibrosi d’organo. In questo ambito di ricerca collabora con il Prof. Frank Staal (ERASMUS Medical Center, Rottherdam, The Netherlands), con il Dr. Anissa Boucherot (University of Munich) e con il Prof. Gianluigi Zaza (Università di Verona).
-Meccanismi cellulari e molecolari alterati nei pazienti con nefropatia a depositi di IgA; Ruolo della coagulazione nella patogenesi del danno renale in pazienti con nefropatia a depositi di IgA: effetto sulla produzione di citochine pro-fibrotiche da parte delle cellule epiteliali renali; Identificazione di biomarcatori prognostici in pazienti con nefropatia a depositi di IgA. In questo ambito di ricerca collabora con il Prof. F.P. Schena (Fondazione Schena)
-Ruolo dell'interferone alpha sulle cellule epiteliali renali nella nefrite lupica; studio della disfunzione delle cellule endoteliali nei pazienti con sepsi. In questo ambito di ricerca collabora con il Prof. Giuseppe Grandaliano (Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma), il Prof. Michele Battaglia (Università degli Studi di Bari), il Prof. Antonio Crovace (Università degli Studi di Bari), il Prof. Giuseppe Castellano (Università degli Studi di Foggia) e con il Prof. Loreto Gesualdo (Università degli Studi di Bari)
-Studio delle mutazioni geniche associate alle sindromi nefrosiche. Nell'ambito di questa tematica ha anche svolto attività integrata presso l’Azienda Ospedaliera “Ospedali Riuniti” di Foggia nel Laboratorio di Medicina Molecolare, con equiparazione alla dirigenza sanitaria non medica, dove si è occupata anche di diagnostica genetica attraverso metodiche di sequenziamento. Attualmente è unità partecipante nel progetto “Nuovo modello integrato di diagnosi e gestione clinico assistenziale del paziente affetto da Malattia di Fabry”. Inoltre la Sezione di Nefrologia dell'Università degli Studi di Bari (in cui è Responsabile dei laboratori di Ricerca dal 2011), ha recentemente ottenuto parere favorevole per la partecipazione alla rete Europea sulle malattie rare ERKNET-European Rare Kidney disease Reference Network