Tu sei qui:Home / Formazione Post Laurea / Dottorato di Ricerca / PON / PON Dottorati Innovativi con caratterizzazione industriale

PON Dottorati Innovativi con caratterizzazione industriale

2017-2018

Azione:I.1 - Dottorati di ricerca innovativi

Obiettivo tematico: OT10 - investire nell'istruzione, nella formazione e nella formazione professionale per le competenze e l'apprendimento permanente 

Priorità investimento: 10ii - Migliorare la qualità e l'efficacia dell'istruzione superiore e di livello equivalente e l'accesso alla stessa, al fine di aumentare la partecipazione e i tassi di riuscita specie per i gruppi svantaggiati

Obiettivo specifico: 1 - Innalzare il profilo di conoscenze e competenze possedute dal capitale umano mobilitato da imprese che intraprendono percorsi innovativi facenti perno sulla RST e da organismi scientifico tecnologici che operano alla frontiera delle conoscenze. Gli interventi formativi orientati dalla domanda di mercato: destinatari, strategia e logica di intervento in linea con esigenze commerciali. Target: personale scientifico da inserire in imprese che avviano percorsi di Ie e coinvolto in RSTI svolte da OdR 


BORSA n. 1 - Viroma enterico dei bovini: sviluppo di un protocollo basato su metodiche NGS per applicazione diagnostica – Dr Francesca Caringella

Descrizione Progetto - Poster Progetto

Breve descrizione dell'operazione: La vision della One Health trova fondamento nella consapevolezza che la salute umana, animale e dell’ecosistema siano legate in modo inestricabile. Epidemie infettive a carico degli animali di allevamento possono mettere in crisi l’economia, il tessuto sociale e la salute dell’uomo. Inoltre, gli animali possono veicolare importanti patologie parassitarie e infettive, dette zoonosi, all’uomo. Numerosi patogeni sono emersi in anni recenti e sono stati identificati rapidamente grazie ai progressi nelle discipline biotecnologiche applicate alla microbiologia umana e veterinaria. Negli animali sono stati identificati nuovi virus enterici e respiratori, alcuni simili o eguali a virus identificati nell’uomo, sollevando interrogativi in merito al loro ruolo patogeno ed eventualmente al loro potenziale zoonosico. Un limite della diagnostica virologica tradizionale e della diagnostica molecolare risiede nel fatto che tali sistemi sono per lo più chiusi. Lo sviluppo delle tecnologie di sequenziamento massivo o di nuova generazione (NGS) ha consentito di sviluppare approcci diagnostici aperti per lo studio della viromica e ha portato all’identificazione di innumerevoli nuovi microorganismi, ampliando enormemente le conoscenze in merito al viroma umano ed animale. La naturale evoluzione di tali metodiche va da una fase pioneristica di pura ricerca ad un’applicazione commerciale ma necessita di un abbassamento dei costi della piattaforma NGS e di una ottimizzazione dei protocolli e dei metodi di analisi. Il progetto s’inserisce in seno alla vision alla base dell’Area di innovazione “salute dell’Uomo e dell’ambiente” (area Scienza della VIita), che basa le sue fondamenta sulla possibilità di migliorare considerevolmente, attraverso l’uso intelligente delle nuove tecnologie, la Qualità della Vita dei cittadini, ed insiste in particolare sulla sfida ambientale in senso lato, puntando alla identificazione di soluzioni tecnologiche innovative che supportino lo sviluppo del tessuto produttivo tutelando contemporaneamente l’ambiente. Come si evince dal rapporto S3 2020, la Regione Puglia presenta una specializzazione marcata nell’area delle scienze dell’agricoltura e biologiche e nella ricerca veterinaria. Il progetto in oggetto punta a capitalizzare il potenziale di eccellenza dimostrato dalla ricerca veterinaria nell’ambito della biotecnologia e diagnostica. Il progetto insiste anche su una delle priorità della tematica Agrifood, già individuata nelle Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente (SNSI), ossia la sicurezza e la qualità delle produzioni alimentari, essendo volto al miglioramento della diagnostica dei patogeni animali, con particolare riferimento ai patogeni con potenziale zoonosico. Il progetto pertanto coniuga ed integra le tematiche di ricerca dell’Agrifood con quella della Salute, benessere e sicurezza delle persone e Scienze della vita.

La borsa è stata finanziata con fondi ministeriali per un importo pari a 85.743,06 Euro.


BORSA n. 2 - Infezione da Mycobacterium avium subsp. paratuberculosis: impatto sulle produzioni zootecniche, messa a punto di sistemi diagnostici e strategie di eradicazione – Dr Alessio Sposato

Descrizione Progetto - Poster Progetto

Breve descrizione dell'operazione: L’area tematica Agrifood del piano SNSI prevede la ricerca di soluzioni tecnologiche per ottimizzare la produzione, la conservazione, la tracciabilità e la qualità degli alimenti. L’area include anche il comparto del turismo enogastronomico, in forte espansione anche nel Meridione. La proposta progettuale è finalizzata a valorizzare le produzioni zootecniche, attraverso il miglioramento sanitario dei prodotti di origine animale, per fornire al consumatore prodotti più sicuri. Nella fattispecie è preso in considerazione l’allevamento del bovino da latte che, nel Sud-Italia, terra vocata da sempre all’allevamento ovi-caprino, è in espansione. Mentre per alcune malattie infettive, a carattere zoonosico e non, sono in atto piani nazionali di eradicazione e piani di controllo su base volontaria, per altre non esiste una normativa specifica che ne regolamenti il controllo. Tra queste, l’Enterite Paratubercolare, sostenuta da Mycobacterium avium subspecie paratuberculosis (MAP), nota da un secolo, non è mai stata oggetto di specifiche attenzioni in quanto ritenuta responsabile di danni economici limitati. Da alcuni anni, però, quasi tutti gli allevamenti bovini, anche nel mezzogiorno, sono diventati di tipo industriale e la paratubercolosi ha assunto un ruolo molto importante essendo responsabile di ingenti perdite produttive. La paratubercolosi sta assumendo importanza anche per la sanità pubblica in quanto è stata ipotizzata una correlazione tra la malattia del bovino e il morbo di Chron dell’uomo. Tale ipotesi ha generato preoccupazioni in quanto è stato evidenziato che MAP viene escreto, oltre che con le feci, anche con il latte delle bovine infette ed è resistente alla temperatura di pasteurizzazione del latte. In Italia il problema paratubercolosi è venuto alla ribalta nel momento in cui alcuni Paesi hanno chiesto garanzie sanitarie e commerciali sui prodotti a base di latte. In particolare la Cina e la Federazione Russa chiedono di documentare l’assenza di casi clinici di paratubercolosi e l’India impone di dimostrare che i trattamenti termici effettuati sul latte siano in grado di inattivare MAP. L’esportazione dei nostri prodotti lattiero caseari verso questi Paesi è in netta espansione, pertanto sarebbe opportuno inserire la paratubercolosi in un programma di controllo, adeguandosi alle politiche che altri Paesi europei (Olanda, Danimarca), potenziali concorrenti internazionali, hanno messo in atto da tempo, pianificando interventi mirati a ridurre la prevalenza di MAP e a certificare le produzioni. A tale proposito, conoscere la situazione epidemiologica della paratubercolosi bovina è propedeutico ad un successivo intervento di risanamento tale da portare, in tempi relativamente rapidi, la prevalenza della paratubercolosi bovina a livelli accettabili.

La borsa è stata finanziata con fondi ministeriali per un importo pari a 85.743,06 Euro.


BORSA n. 3 - Tecnologie innovative applicate alla diagnosi di Leishmania infantum causa di zoonosi nel bacino del Mediterraneo – Non attivata

Breve descrizione dell'operazione: La leishmaniosi rappresenta una tra le più importanti malattie zoonosiche (malattie trasmesse tra animale e uomo) che richiamano sempre più l’attenzione della Sanità Pubblica Umana e Veterinaria, a livello nazionale ed internazionale. Ogni anno sono registrati circa 12 milioni di nuovi casi umani di leishmaniosi e 350 milioni di persone sono a rischio di infezione in aree endemiche del Bacino del Mediterraneo e in altri continenti. La leishmaniosi è causata da parassiti appartenenti al genere Leishmania, di cui circa 21 specie sono patogene per l’uomo; tra queste, Leishmania infantum, protozoo trasmesso da artropodi vettori appartenenti al genere Phlebotomus (Vecchio Mondo) e Lutzomyia (Nuovo Mondo) al cane, considerato il principale ospite serbatoio. Nel contesto della profilassi della leishmaniosi, una diagnosi rapida e accurata è fondamentale per il controllo e prevenzione di questa malattia, sia nel cane che nell’uomo. Negli ultimi anni, la ricerca si è focalizzata su tecnologie innovative per lo sviluppo di nuovi strumenti diagnostici mediante il rilevamento di DNA. L’analisi genetica, infatti, è fondamentale in molti campi, tra cui la diagnostica clinica e veterinaria, monitoraggi industriali e ambientali, ricerche agricole e scienze forensi. Pertanto l’obiettivo della ricerca proposta è quello di ottimizzare e validare dei sistemi molecolari in grado di amplificare una specifica regione target di DNA per L. infantum in campioni biologici. Diverse tecnologie sono state proposte per la diagnosi di L. infantum, tra cui metodiche qualitative e quantitative. In letteratura sono riportati diversi protocolli ma non è facile comparare i diversi sistemi in quanto sviluppati in diversi laboratori e con diverse chimiche. In assenza di un protocollo standard in termini di target e/o chimica, risulta impossibile generare informazioni comparative atte a stabilire un protocollo di riferimento molecolare. La ricerca proposta è perfettamente coerente con la SNSI per le aree fabbrica intelligente e Scienza della Vita. La individuazione di protocolli diagnostici molecolari standard è propedeutico alla progettazione di prodotti realizzati con nuovi materiali, impattando le traiettorie tecnologiche di sviluppo a priorità nazionale dell’industria intelligente e sostenibile, relativamente ai processi produttivi innovativi ad alta efficienza e per la sostenibilità industriale ed ai sistemi produttivi evolutivi e adattativi per la produzione personalizzata. Lo sviluppo di sistemi diagnostici standard per la diagnosi di L. infatum è una tematica di ricerca di interesse per l’area salute e qualità della vita ed i settori biotecnologico, biomedicale e dei servizi sanitari ed è coerente con le traiettorie tecnologiche di sviluppo della diagnostica avanzata, medical devices e mini invasività.

Il progetto non è stato attivato a seguito di rinuncia.

Pubblicato il: 30/05/2018  Ultima modifica: 05/09/2019
Info e prenotazioni visite cliniche

Sezione di Clinica Medica Veterinaria 
cell. +39 3475587716;
email: 
(dal lunedì al venerdì ore 9:30-17:30)

Sezione di Chirurgia e Sea Turtle Clinic 
cell. +39 3884911082;
email: ;
(dal lunedì al venerdì ore 9:30-17:30)

Webmaster
Sito web a cura di Alessandro Papaleo
Redazione web del Dipartimento: Prof.ssa Chiara Belloli, Domenico Borromeo, Alessandro Papaleo