Excessive antibiotic consumption in humans: why, where, and how to curb it? C.I. 2022S5KY5L
Coordinatore nazionale: prof.ssa Maria Vittoria Levati
Responsabile Scientifico: prof. Andrea Morone
Programma di finanziamento: Progetti di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) da finanziare nell'ambito del PNRR - Decreto Direttoriale n. 104 del 02-02-2022
CUP: B53D23010150006 Totale Costo Ammesso (in €): 248.995,00 Budget Dipartimento di Economia, Management e Diritto dell’Impresa (in €): 112.019,00
Partnerships: Università degli Studi di Verona
Partecipanti:
Prof. Andrea Morone, Prof.ssa Maria Vittoria Levati, Prof. Valerio Potì, Ph.D Kostantina Tatsios
Periodo:
28/09/2023 - 28/02/26
Sintesi del Progetto
La resistenza antimicrobica (AMR) rappresenta una delle principali sfide globali per la salute pubblica, con l’Italia tra i Paesi europei maggiormente colpiti da elevati livelli di resistenza agli antibiotici. Stime recenti prevedono oltre 39 milioni di decessi nel mondo entro il 2050 se non verranno adottate misure efficaci di contenimento.
Il presente progetto ha due obiettivi. In primo luogo, verrà progettata un’indagine e saranno raccolti dati primari a livello nazionale sui tre attori chiave coinvolti nel processo, al fine di accertare le ragioni alla base dell’eccessivo consumo di antibiotici in Italia. L’analisi dei dati dell’indagine consentirà di rispondere alle seguenti domande: i medici di medicina generale tendono a prescrivere antibiotici in eccesso? I farmacisti territoriali sono disposti a dispensare antibiotici senza prescrizione? I pazienti utilizzano gli antibiotici in modo inappropriato, sovra- o sotto-dosandoli? L’indagine includerà domande volte a identificare fattori intrinseci (ad esempio, atteggiamenti verso il rischio) ed estrinseci (ad esempio, la localizzazione) che possono influenzare la prescrizione, la dispensazione e l’uso degli antibiotici da parte, rispettivamente, di medici di medicina generale, farmacisti territoriali e pazienti.
In secondo luogo, lo studio analizza il nesso comportamentale tra uso inappropriato degli antibiotici ed esitazione vaccinale nel contesto italiano, due fenomeni spesso trattati separatamente ma guidati da determinanti comuni.
Utilizzando i dati di un’ampia indagine strutturata, il progetto costruisce misure latenti delle principali dimensioni comportamentali — tra cui uso improprio degli antibiotici, esitazione vaccinale, fiducia nelle istituzioni, norme sociali, conoscenza dell’AMR e percezione del rischio — e analizza come questi fattori influenzino congiuntamente l’uso degli antibiotici e le decisioni vaccinali. Particolare attenzione è rivolta al ruolo delle asimmetrie informative, dei bias cognitivi e delle frizioni economiche, come i ticket sanitari, che possono involontariamente incentivare l’acquisizione informale di antibiotici.
I risultati mirano a orientare interventi di policy mirati e strategie di comunicazione volte a promuovere un uso razionale degli antibiotici e ad aumentare l’adesione alle vaccinazioni, contribuendo al contenimento dell’AMR e al rafforzamento degli esiti di salute pubblica. Questo progetto colma una lacuna informativa nei modelli di prescrizione e consumo di antibiotici in Italia e può risultare utile nella progettazione di interventi volti a ridurre la resistenza antimicrobica nei Paesi sviluppati.
Attività di ricerca
La ricerca si concentra sui tre attori chiave coinvolti nel processo decisionale relativo agli antibiotici: i Medici di Medicina Generale (MMG), i farmacisti territoriali e i pazienti.
Il progetto consiste in indagini strutturate a livello nazionale somministrate separatamente a MMG, farmacisti territoriali e pazienti. Tali indagini raccolgono dati primari originali su conoscenze, atteggiamenti e pratiche relative alla prescrizione, dispensazione e utilizzo degli antibiotici. La componente relativa ai pazienti comprende due attività di indagine complementari: (1) un’indagine indipendente sui pazienti realizzata dall’unità UNIBA, finalizzata ad analizzare i determinanti comportamentali dell’uso improprio degli antibiotici; (2) un’indagine sui pazienti integrata in un esperimento realizzato dall’unità UNIVR.
Gli studi analizzano tale nesso nel contesto italiano, concentrandosi su due comportamenti che sono spesso discussi separatamente ma vissuti congiuntamente: l’uso inappropriato degli antibiotici e l’esitazione vaccinale. L’uso improprio degli antibiotici e l’esitazione vaccinale si basano su narrazioni quasi opposte riguardo al rischio biomedico: una che sovrastima i benefici del trattamento immediato e un’altra che sovrastima i rischi dell’azione preventiva. Tuttavia, lo stesso contesto decisionale — costi in termini di tempo, costi monetari, segnali sociali e fiducia nelle istituzioni — può rendere più probabili entrambi gli esiti. Gli economisti riconoscono da tempo che prezzi e frizioni influenzano i comportamenti; meno evidente è come queste leve strutturali interagiscano con determinanti psicologici, come le norme percepite e la fiducia istituzionale, producendo cambiamenti misurabili nelle scelte di salute pubblica.
L’Italia offre un contesto particolarmente significativo: è un mercato ad alto consumo di antibiotici, con persistenti sacche di scetticismo vaccinale e una notevole variabilità nei costi di accesso tra canali pubblici e privati. I ticket sanitari rappresentano uno strumento standard per contenere l’eccesso di consumo, ma possono avere effetti controproducenti quando prezzi più elevati spostano la domanda verso mercati informali e meno regolamentati. In questi casi, il decisore pubblico si trova di fronte a un classico trade-off: scoraggiare l’uso inappropriato al margine oppure, involontariamente, spostarlo verso un canale caratterizzato da un controllo più debole. Comprendere i determinanti comportamentali e strutturali di tale margine è quindi centrale per una progettazione efficace delle politiche.
Nell’analisi osservazionale, livelli più elevati di rischio/ansia si associano a un maggiore uso improprio e a una maggiore esitazione, mentre la fiducia nelle istituzioni e le norme sociali mostrano correlazioni con gli esiti così come qui costruiti.
La conoscenza della resistenza antimicrobica (AMR) si muove nella direzione attesa per entrambi gli esiti. Questi risultati resistono all’inclusione dei consueti controlli socio-demografici e a una serie di verifiche di robustezza. L’aumento dei ticket riduce l’uso improprio dichiarato sul margine estensivo, ma spinge anche una parte degli individui intenzionati verso canali informali — una criticità in termini di equità quando entrano in gioco vincoli di tempo e di liquidità.
L’implicazione di policy è semplice ma rilevante: il prezzo, da solo, è uno strumento grossolano. Una politica di stewardship ben progettata deve calibrare i ticket, proteggere le cure appropriate (attraverso tetti, differenziazioni o esenzioni) e affiancare ai segnali di prezzo interventi che rafforzino la fiducia, la conoscenza e l’accesso rapido e legittimo (ad esempio tele-triage e prescrizione elettronica). Utilizzando microdati di indagine italiani, mostriamo che la spiegazione risiede meno in misconcezioni specifiche di dominio e più in un ambiente decisionale comune, plasmato da fiducia, norme sociali, conoscenza, percezione del rischio e costi di accesso legittimo. Modellando congiuntamente entrambi gli esiti e ricostruendo ciascun costrutto comportamentale attraverso un processo di misurazione trasparente, forniamo un quadro unificato di come forze strutturali e comportamentali si combinino per orientare le scelte in modo prevedibile. Tre risultati emergono con particolare evidenza.
In primo luogo, livelli più elevati di rischio/ansia sono sistematicamente associati a una maggiore propensione sia all’uso improprio sia all’esitazione, coerentemente con comportamenti precauzionali calibrati in modo errato e in direzioni opposte nei due ambiti.
In secondo luogo, la fiducia istituzionale e le norme sociali favorevoli alla salute sono fortemente associate a una minore esitazione e, in misura minore, a un minore uso improprio, indicando che la credibilità del sistema sanitario e le aspettative del proprio contesto sociale ancorano i comportamenti preventivi.
In terzo luogo, un esperimento basato su vignette di preferenze dichiarate mostra che, quando l’accesso legittimo è percepito come costoso, ticket più elevati riducono solo moderatamente l’adozione appropriata ma aumentano anche l’intenzione di ricorrere a canali informali. In breve, i prezzi non sono strumenti neutrali: modificano il luogo in cui le persone ottengono cure, non solo se le ottengono. Se fiducia e norme rappresentano la struttura portante e il prezzo è la leva, una strategia di stewardship che si basi esclusivamente sul prezzo rischia di spostare la domanda lungo il percorso di minore resistenza — verso quei canali in cui il controllo è più debole. Le politiche più efficaci combinano quindi ticket calibrati con due elementi complementari: un accesso legittimo più rapido e interventi volti a rafforzare fiducia e conoscenza. In pratica, ciò significa proteggere le cure appropriate tramite tetti ed esenzioni, ridurre i costi di tempo attraverso tele-triage e prescrizione elettronica, e affiancare ai punti di cura brevi interventi informativi mirati che correggano le principali misconcezioni sulla resistenza antimicrobica.
Da questi risultati emergono alcuni principi operativi per le politiche e la pratica. Primo, calibrare: i segnali di prezzo devono essere sufficientemente forti da ridurre la domanda non necessaria, ma non tali da ostacolare le cure appropriate; tetti ed esenzioni per gli utilizzi ad alto valore sono essenziali. Secondo, compensare le frizioni: laddove i ticket aumentano, occorre ridurre le barriere non monetarie — tempi di attesa, burocrazia, organizzazione — affinché il percorso legittimo resti quello più semplice. Terzo, costruire credibilità: investire in comunicazioni visibili, ripetute e radicate a livello locale da parte di clinici e istituzioni di fiducia; i dati mostrano che la fiducia non è solo un atteggiamento, ma un determinante dei livelli e delle variazioni dei comportamenti. Quarto, attivare le norme: rendere esplicite norme descrittive e prescrittive favorevoli a un uso appropriato (ad esempio: “le persone come te di solito aspettano e consultano prima di assumere antibiotici; il tuo medico di base è disponibile oggi”). Infine, monitorare gli effetti di spostamento: considerare il ricorso ai canali informali come un esito delle politiche, non come un’esternalità; quando i prezzi cambiano, occorre verificare dove si dirige la domanda.
Disseminazione
I risultati preliminari sono stati presentati in seminari accademici, workshop e conferenze (ad esempio, la conferenza SABE 2025 a Trento), favorendo il confronto all’interno della comunità scientifica e contribuendo al perfezionamento dell’analisi empirica. I risultati del progetto relativi ai farmacisti territoriali e ai medici di medicina generale sono in fase di preparazione per la sottomissione a riviste internazionali peer-reviewed nel campo dell’economia sanitaria e discipline affini. Tutte le pubblicazioni saranno conformi ai requisiti di Open Access, garantendo un’ampia accessibilità ai risultati della ricerca.
La comunicazione e la diffusione dei risultati del progetto sono indispensabili per ottimizzarne il valore e garantire un ampio impatto. Sarà adottato un approccio di disseminazione calibrato sulle diverse esigenze dei destinatari, ossia comunità scientifica, decisori politici, professionisti della salute e pubblico generale. Conferenze e workshop accademici nazionali e internazionali saranno utilizzati per diffondere i risultati intermedi e finali del progetto alla comunità scientifica. Il team di ricerca redigerà articoli da sottoporre a riviste scientifiche. Al fine di diffondere i risultati sia alla comunità scientifica sia al pubblico più ampio, sono previste le seguenti attività:
- Partecipazione all’evento “Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici”, una delle principali iniziative internazionali dedicate al dialogo tra ricerca e società, Bari, 26 settembre 2025.
- Partecipazione al congresso “66ª Riunione Scientifica Annuale (RSA) della SIE (Società Italiana di Economia)”, Napoli, 23–25 ottobre 2025.
Pubblicazioni
Articoli pubblicati o in corso di pubblicazione:
- Clinical and Social–AI Channels and Antibiotic/Vaccine Behaviours: A Cross-Sectional Survey in Italy, Andrea Morone University of Bari ITALY
- A Minimal Intertemporal Type and Compliance with Administered Prices, Andrea Morone University of Bari ITALY:
- Frames Move Thresholds, Not Slopes, Andrea Morone University of Bari Bari, Bari ITALY
- A first-exposure reporting standard for within-subject framing experiments, Andrea Morone, Università degli Studi di Bari Aldo Moro Bari, ITALY
- Prices, Trust, and Behaviour: Copayments, Informal Channels, and the Joint Determinants of Antibiotic Misuse and Vaccine Hesitancy in Italy, Andrea Morone, University of Bari ITALY, Kostantina Tatsios, University of Bari, ITALY
- Cost Sharing and Informal Antibiotic Access, Andrea Morone, University of Bari ITALY, Aleksandra Potapenko, HSE University, Department of Economics, St. Petersburg, Russian Federation, Kostantina Tatsios, University of Bari ITALY, Tatyana Zhuravleva, HSE University, Department of Economics, St. Petersburg, Russian Federation d HSE University, Laboratory for Experimental Economics and Finance, Moscow, Russian Federation