Progetti Finalizzati Dottorato Trapianti di Tessuti ed Organi e Terapie Cellulari
PON Dottorati Innovativi con caratterizzazione industriale_ Bando 2017 (XXXIII)
- Piattaforma innovativa per la diagnosi predittiva del rischio di progressione della malattia renale cronica del Rene Policistico Autosomico Dominante (Dottorando Ighli Di Bari)
L’area “Salute” è tra le quattro aree tecnologiche delle 12 individuate dal PNR nell’ambito del processo di definizione della Specializzazione Nazionale Intelligente (SNSI) sulle quali è ipotizzabile una concentrazione di risorse ed un sostegno generalizzato alla costruzione di competenze, in forte sinergia con il settore privato. Il tema della ricerca proposta è perfettamente coerente con uno dei cinque bacini di domanda di competenze (Salute, alimentazione, qualità della vita) prioritari individuati dall’esercizio di Specializzazione Nazionale Intelligente approvato dalla Commissione Europea. In ambito sanitario comincia ad affermarsi un concetto di medicina cucito sulle differenze individuali, che tiene conto della variabilità genetica, dell’ambiente e dello stile di vita delle singole persone. Il minuzioso processo di individuazione di terapie e cure in modo così soggettivo prende il nome di Medicina di Precisione. Genetica, epigenetica, transcrittomica, proteomica e metabolomica stanno producendo una vasta quantità di informazioni, che permettono una sempre più precisa caratterizzazione del paziente. Nell’ambito delle priorità riguardanti la salute e la qualità della vita, le malattie renali rappresentano un carico importante e purtroppo in continua crescita e con un elevato costo per il sistema sanitario. La malattia renale cronica (CKD) colpisce circa il 10% degli adulti in America ed Europa e interessa circa 2.2 milioni di italiani. Poiché tende alla progressione, può costringere al trattamento sostitutivo dialitico, che rappresenta un vulnus alla qualità di vita e un notevole onere economico per il SSN (fino a 40.000 euro l’anno a paziente). A causa della natura asintomatica di questa malattia, spesso non viene diagnosticata fino alla sua progressione avanzata, situazione che potrebbe essere evitata o ritardata nel caso in cui fosse possibile la sua precoce identificazione. Difetti genetici e congeniti sono responsabili di circa il 7% dei casi di insufficienza renale cronica. La Malattia del Rene Policistico Autosomica Dominante (Autosomal Dominant Polycystic Kidney Disease, ADPKD) è una delle malattie genetiche più diffuse, colpendo circa 1/500-1/1000 individui senza differenza di sesso o etnia. Il numero di pazienti stimati nel mondo è impressionante, essendo di circa 12,5 milioni, un numero più elevato della somma dei pazienti con fibrosi cistica, distrofia muscolare e sindrome di Down. La caratteristica principale di questa patologia genetica è lo sviluppo progressivo di cisti renali con conseguente perdita della funzione renale. Circa il 70% dei pazienti con ADPKD progredisce verso la malattia renale in stadio terminale (ESRD) ad una età media di 60 anni, richiedendo costose terapie sostitutive come dialisi e trapianto.
- Nuove tecnologie e medical devices per la ricostruzione delle perdite di sostanza cutanee con approccio mini-invasivo: studio sulla metodica dei “microinnesti”. (Dottorando: Rodrigo Trisciuzzi)
L'obiettivo generale del progetto è lo studio e l'applicazione di tecnologie avanzate ed innovative nel miglioramento dei processi di wound healing e ricostruzione delle perdite di sostanza cutanee con approccio mini-invasivo, di interesse nell’ambito della Chirurgia Ricostruttiva.
L’obiettivo specifico dello studio è valutare la metodica dei “microinnesti” cutanei, ottenuti mediante medical devices di disgregazione meccanica, nella ricostruzione delle perdite di sostanza cutanee degli arti e del tronco.
Attualmente grazie alla tecnologia della disgregazione meccanica, è possibile ottenere, attraverso un sistema di microlame, frammenti di tessuto definiti “microinnesti”, delle dimensioni di circa 50-80 μm di diametro. Questa procedura, eseguita con sistemi che ne garantiscono la sterilità, consente di ottenere un elevato numero di progenitori cellulari vitali. Tale tecnologia, rappresenta l’evoluzione di una delle tecniche di base della Chirurgia Plastica Ricostruttiva, ovvero gli “innesti cutanei”, e rappresenterebbe un elemento cruciale nella rigenerazione tissutale e quindi di fondamentale importanza per la ricerca clinica di una metodica mini invasiva, realizzabile in ambulatorio chirurgico o sala operatoria, senza la necessità di complesse procedure di laboratorio di isolamento cellulare.
La finalità di questo trattamento mini-invasivo è quella di migliorare la qualità della vita dei soggetti affetti da ulcere croniche (ferite con ritardo di guarigione e presenti da almeno 30 giorni), dovute a perdite di sostanza cutanee degli arti e del tronco, provocate da traumi e da ustioni termiche, evitando il ricorso a prolungate medicazioni avanzate e/o ad interventi chirurgici di maggiore invasività, accelerando quindi la guarigione e favorendo l’outcome clinico dei pazienti.
Il tema della ricerca proposta s’inserisce nell’Area tematica nazionale della Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente 2014-2020 “Salute, alimentazione, qualità della vita”, sviluppando in particolare le traiettorie di sviluppo Medical Devices e Mini Invasività, rispondendo alla necessità di tradurre l’eccellenza della ricerca e dell’innovazione in tecnologie e prodotti capaci di rispondere in modo efficace alla crescente domanda di salute della popolazione, garantendo l’adozione di procedimenti mininvasivi e allo stesso tempo la riduzione dei costi.
- Studio per la caratterizzazione del ruolo dei fitoestrogeni presenti e/o aggiunti alla dieta nella modulazione del processo di rigenerazione neuronale conseguente a danno del sistema nervoso enterico. (Dottorando: Diella Sterpeta)
Il tema della ricerca si inserisce in un filone già in corso di studio presso il dipartimento DETO ed, in particolare, presso la Gastroenterologia Universitaria.
Da diversi anni, infatti, l’attività di ricerca svolta presso la suddetta sezione si è incentrata sul ruolo degli estrogeni, ed in particolare dei fitoestrogeni, sostanze naturali presenti nella dieta, in diversi processi biologici. Dati recenti di letteratura supportano la possibilità di neurogenesi enterica non solo durante la vita embrionale ma anche in epoca adulta.
Precursori neuronali, infatti, risiedono nel plesso mienterico e, in condizioni di danno, possono dar vita a nuovi neuroni/cellule della glia.
I meccanismi che regolano tale fenomeno non sono stati tuttavia ancora riconosciuti.
Conoscere gli stimoli che sono responsabili dell’attivazione dei processi di neurogenesi enterica potrebbe essere di fondamentale importanza in tutte quelle patologie del tratto gastroenterico caratterizzate da alterazioni della motilità causata da danno del sistema nervoso enterico.
In tale settore, recenti evidenze hanno dimostrato il ruolo di sostanze farmacologiche ad azione agonista sul recettore Beta degli estrogeni nel promuovere la neurogenesi in caso di danno/morte dei neuroni del plesso mienterico.
In questo progetto sarà valutata la possibilità di stimolare la neurogenesi utilizzando sostanze simil-estrogeniche ma di origine naturale: i fitoestrogeni.
I risultati di questo studio potrebbero essere utili nel contesto dei disturbi di motilità dell'apparato gastroenterico in cui l’individuazione e l'aggiunta di queste sostanze alla dieta potrebbe essere di particolare beneficio clinico, migliorando quindi la qualità della vita dei pazienti affetti.
Il tema della ricerca, quindi, risulta essere coerente con la Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente nell’area tematica “Salute, alimentazione, qualità della vita” potendo essere perfettamente in linea con la traiettoria di sviluppo “Nutraceutica, Nutrigenomica e Alimenti Funzionali”.
PON Dottorati Innovativi con caratterizzazione industriale_ Bando 2018 (XXXIV)
- Relazione tra microbiota intestinale e salute, in particolare nel contesto della Malattia Renale Cronica (MRC)
Il tema della ricerca si inserisce in un filone già in corso di studio da alcuni anni presso il dipartimento DETO dell’Università degli Studi di Bari, riguardante la relazione tra microbiota intestinale e salute, in particolare nel contesto della Malattia Renale Cronica (MRC). Molte patologie, tra cui la MRC, presentano infatti una alterazione (disbiosi) del microbiota intestinale, che è allo stesso tempo conseguenza della patologia e concorre alla sua progressione e complicanze. Benchè tale scenario offra la possibilità terapeutica di agire sul microbiota per modificarlo in senso benefico, la ricerca in tale settore è agli albori. Nel contesto di una varietà di patologie cronico-degenerative ed infettive, in aggiunta all’utilizzo di probiotici (microorganismi commensali benefici per la salute dell’uomo) e prebiotici (sostanze chimiche, es. fibre solubili ed insolubili, che inducono la crescita dei microorganismi commensali), si sta sperimentando il cosiddetto trapianto di microbiota fecale (FMT).
Il FMT è attualmente usato con successo nell’eradicazione di infezioni ricorrenti da Clostridium difficile, con percentuali di successo pari al 90%. Recenti evidenze suggeriscono che esso potrebbe essere applicato in altre patologie caratterizzate da disbiosi del microbiota, come la MRC, nella quale però il FMT non è stato mai sperimentato precedentemente.
Il progetto di ricerca consisterà nella sperimentazione di un innovativo approccio di FMT applicato alla MRC. Esso partirà dalla produzione industriale di una sospensione di microbiota fecale incapsulata, per giungere alla validazione della sua efficacia terapeutica in uno studio in vivo su modello animale di MRC. Questo progetto consentirà di studiare: i) la fattibilità industriale di produzione di una sospensione incapsulata di microbiota sano, da utilizzare per una procedura di FMT mini-invasiva (mediante somministrazione orale); ii) l’efficacia sperimentale del prototipo innovativo per la colonizzazione e modulazione del microbiota intestinale in seguito al FMT; iii) la risposta in termini clinici e sperimentali in uno studio in vivo.
Per i motivi elencati sopra, il tema della ricerca risulta integrato all’interno della strategia nazionale di specializzazione intelligente, così come definita dalla Commissione Europea nell’ambito delle attività di programmazione dei Fondi Strutturali e di Investimento Europei per l’area “Salute, alimentazione, qualità della vita”, trovando la propria coerenza, in particolare, con le seguenti traiettorie di sviluppo:
1. Medicina rigenerativa, predittiva e personalizzata
2. Biotecnologie, bioinformatica e sviluppo farmaceutico
Il progetto infatti si propone di sviluppare, nell’area di riferimento “Salute”, tecnologie abilitanti riferite sia al settore della farmaceutica (sviluppo di formulazioni innovative per prodotti terapeutici) che a quello delle biotecnologie (sviluppo di tecniche innovative di trapianto del microbiota fecale applicate a nuovi contesti clinici).
PON Programma Operativo Nazionale 2014-2020 - Dottorati Innovativi con caratterizzazione industriale
- Terapia genica per il trattamento della cardiomiopatia dilatativa in medicina veterinaria
La cardiomiopatia dilatativa (CMD) è una patologia primaria o secondaria comune nell’uomo e nel cane, caratterizzata da disfunzione miocardica, deficit contrattile e dilatazione delle camere cardiache. Nonostante i progressi della medicina, della farmacologia e delle procedure chirurgiche, la CMD è, di solito, accompagnata da aritmie, segni di insufficienza cardiaca congestizia e rischio di morte improvvisa nel cane e nell’uomo. Nell’uomo la terapia convenzionale (farmacologica e strumentale), sebbene abbia migliorato la qualità di vita e la sopravvivenza, non riesce a fermare la progressione della malattia e in molti casi i pazienti affetti devono essere sottoposti a trapianto cardiaco con tutte le complicazioni e i costi che questo prevede. Anche nei cani la CMD rappresenta un problema clinico importante soprattutto nelle razze a rischio in cui è stata dimostrata la componente genetica/familiare e in generale negli animali di taglia grande e gigante. Vista l’importanza della malattia, risulta di straordinario interesse la possibilità di sviluppare nuove terapie, basate sull’utilizzo di moderne biotecnologie. Il cane rappresenta un eccellente modello per lo studio della CMD nell’uomo e per la valutazione degli effetti delle terapie proposte e per tale motivo numerosi studi preclinici e clinici sull’efficacia di tali terapie innovative vengono effettuati sui cani. Una delle possibilità terapeutiche più interessanti è rappresentata dalla terapia genica che consiste nell’inoculazione a livello di muscolo cardiaco di geni in grado di produrre fattori biologici in grado di sostenere la contrazione cardiaca e di agire sull’origine del problema, ovvero l’aumentata apoptosi cellulare, rallentando la degenerazione miocardica e dunque l’evoluzione della malattia.
- Modulazione dell’immunità mucosale e miglioramento della permeabilità intestinale come strategia terapeutica nella IgA Nefropatia: utilizzo e sviluppo di integratori alimentari a base di simbiotici di alta qualità.
La Nefropatia IgA è la glomerulonefrite primitiva più comune al mondo. Essa determina la malattia renale allo stadio terminale (ESKD) nel 20-40% dei cas. La connessione tra IgAN e il sistema immunitario associato alla mucosa è stata contemplata poco dopo la scoperta di questa malattia glomerulare in quanto le IgA, la classe predominante di immunoglobuline nei depositi renali, sono principalmente prodotte dal tessuto linfoide associato alla mucosa (MALT) e sono prevalenti nelle secrezioni mucose. Si presume che la Nefropatia da IgA sia dovuta alla deposizione a livello glomerulare di IgA1 ipogalattosilata (Gd-IgA1). La formazione di autoanticorpi IgG o IgA diretti verso Gd-IgA1 è causata dalla sintesi di Gd-IgA1 polimerica (primo step), ed è seguita dalla circolazione di immunocomplessi (IgA-CIC). Inoltre, l'IgA1 può legarsi al recettore IgA Fc (CD89/FcαRI), espresso dalle cellule mieloidi, inducendo il rilascio di CD89 solubile e creando immunocomplessi IgA-sCD89. Questi possono accumularsi nel mesangio, stimolando la produzione di citochine e chemochine, stimolando la promozione dell'infiammazione e, infine, determinando un danno renale da IgAN.
- Resistenze antibiotiche nell'infezione da Helicobacter Pylori: creazione di un registro per guidare la terapia
L’Helicobacter Pylori è un batterio Gram negativo che colonizza lo stomaco umano. Vive in condizioni di concentrazioni minime di ossigeno, in quanto microaerofilo. E’ responsabile della gastrite cronica attiva, dell’ulcera peptica e del linfoma delle mucose del tessuto linfoide [1]. Purtroppo la sua crescente resistenza ai trattamenti antibiotici, favorita anche da un uso improprio di tali terapie, rende sempre più difficile l’eradicazione del batterio, sebbene sia impossibile raggiungere un tasso di eradicazione completo [2]. Un altro fenomeno che può contribuire al fallimento terapeutico è la capacità di H. Pylori di passare dalla forma replicativa e coltivabile (spirale) a quella “visibile ma non coltivabile” (coccoide), grazie alla quale blocca la sua replicazione e minimizza la sua attività metabolica in condizioni sfavorevoli, rendendosi resistente ad eventuali antibiotici. L’eradicazione si deve concentrare su entrambe le forme batteriche.
PNRR 351 XXXVIII Ciclo
- Cardiac metabolic alterations in a canine model of heart failure (Dott. Alessandra Recchia)
L’obiettivo del progetto è quello di valutare il contributo dell’analisi strain e strain rate nel monitoraggio a breve e lungo termine di cani sottoposti a strategie terapeutiche innovative e convenzionali per l’MCD. L’applicazione di tale metodica in supporto all’ecografia convenzionale potrebbe risultare molto utile ai fini prognostici nella pratica clinica di tutti i cani con MCD e in particolare potrebbe contribuire alla valutazione dell’efficacia delle nuove strategie terapeutiche innovative in corso di studio sulla funzionalità ventricolare sinistra.
Il progetto si inserisce nell’ambito delle strategie terapeutiche innovative come studio clinico su modello animale. Infatti, il progetto è finalizzato al monitoraggio di cani affetti da DCM, patologia di forte interesse in campo umano e per la quale il cane rappresenta un ottimo modello animale. A tale scopo si utilizzerebbero metodiche di imaging innovative.
- Sviluppo di scaffold biomimetici a rilascio di farmaco per la rigenerazione del tessuto osteocondrale (Dott. Simone Loi)
Il progetto si inserisce nel campo dell’ingegneria tissutale del tessuto ostecondrale ed è finalizzato alla realizzazione di soluzioni innovative custom made per il trattamento delle lesioni cartilaginee dovute a patologia neoplastica, anomalie congenite o acquisite, traumi. Le lesioni osteocondrali rappresentano uno dei principali problemi in ortopedia in quanto coinvolgono l’articolazione colpendo non solo la cartilagine ma anche il tessuto osseo subcondrale. Le tecniche utilizzate per trattare le lesioni osteocondrali (quali microfratture, drilling) contribuiscono solo in parte a rigenerare il tessuto cartilagineo che in ogni caso non mostra proprietà biomeccaniche fisiologiche.
- Progettazione e sintesi di un agonista del recettore dell'irisina per la terapia del diabete di tipo 2 (Dott. Martina Rella)
L’irisina esercita effetti benefici sulla sopravvivenza e sulla funzione delle cellule beta del pancreas, in vitro, in vivo in topi sani ed ex vivo nelle isole di pazienti con T2D. Inoltre, l'irisina mostra proprietà cardiovascolari e anoressizzanti benefiche, nonch. Effetti metabolici favorevoli negli organi insulinodipendenti.
Gli obiettivi specifici del presente progetto sono:
- Identificare il recettore dell'irisina sulle cellule beta pancreatiche.
- Generare un modello murino knockout betacellulo specifico del recettore dell'irisina e studiarne gli effetti metabolici in risposta sia a una dieta standard che a una dieta ricca di grassi, dopo somministrazione di irisina o veicolo.
- Progettare e sintetizzare una molecola simile all'irisina, in grado di legare il recettore con alta affinità ed attivarlo in maniera prolungata.
PNRR 352 XXXVIII Ciclo
- Intelligenza Artificiale e nuove tecnologie digitali applicate alla nefropatologia e al declino cognitivo nella malattia renale cronica. (Dott.ssa Monica Campioni)
L’Italia ha adottato il Programma Strategico per l’Intelligenza Artificiale (IA) 2022-2024 in linea con on la Strategia Europea, il Programma delinea ventiquattro politiche da implementare nei prossimi tre anni per potenziare il sistema IA in Italia, attraverso creazione e potenziamento di competenze, ricerca, programmi di sviluppo e applicazioni in ambito IA. L’IA sta dimostrando un grande impatto nel perfezionare l'assistenza personalizzata e la gestione efficace del paziente affetto da malattia cronica. Recentemente sono diventate disponibili nuove applicazioni dell'IA alla patologia renale, guidate dalle implementazioni di successo dell'IA nella patologia digitale e dall'uso più diffuso del digital diagnostic imaging. Il progetto mira ad approfondire la comprensione delle tecnologie sanitarie digitali combinate con le possibilità offerte dall'IA.
- Ruolo della terapia nutrizionale nel paziente con malattia renale cronica in attesa di trapianto (Dott.ssa Rosa Losapio)
La malattia renale cronica rappresenta un rilevante fattore di rischio di mortalità e morbilità, nonché un crescente problema di salute pubblica. La terapia dietetico-nutrizionale è una componente importante nella gestione del paziente affetto da malattia renale cronica, che precede e integra le terapie farmacologiche. Gli obiettivi della terapia dieteticonutrizionale comprendono il mantenimento di uno stato nutrizionale ottimale, la prevenzione e/o la
correzione di segni, sintomi e complicanze dell'insufficienza renale cronica e, eventualmente, il ritardo nell'inizio della dialisi. Il programma intende potenziare la capacità di prevenzione e cura del sistema sanitario nazionale promuovendo l’utilizzo di approcci terapeutici innovativi in ambito nefrologico.
- Transizione e terapia digitale in sanità (Dott. Tommaso Maria Marvulli)
Le nuove applicazioni offerte dalle tecnologie emergenti sono indispensabili per migliorare l’assistenza dei pazienti e rendere più efficace ed efficiente l’organizzazione operativa e gestionale delle strutture sanitarie. Tuttavia il settore sanitaria manifesta un sensibile grado di difficoltà nell’implementate il processo di trasformazione digitale supportata dalle nuove tecnologie. L’esperienza della pandemia ha inoltre evidenziato l’importanza di poter contare su un adeguato
sfruttamento delle tecnologie più avanzate, su elevate competenze digitali, professionali e manageriali, su nuovi processi per l’erogazione delle prestazioni e delle cure e su un più efficace collegamento fra la ricerca, l’analisi dei dati, le cure
e la loro programmazione a livello di sistema. Il progetto mira ad intensificare il legame tra digitale e salute mediante la sperimentazione e lo studio di approcci terapeutici innovativi offerti dalle tecnologie digitali.
- Nuove strategie per contrastare l’ageing cellulare nel diabete mellito di tipo 2. (Dott. Filippo Giordano)
Descrizione attività di ricerca: Il progetto si concentrerà sullo studio dei meccanismi alla base dell'invecchiamento delle beta-cellule pancreatiche nella patogenesi del diabete mellito di tipo 2 e sulla validazione di nuovi bersagli terapeutici. Nello specifico, verranno studiati gli effetti pro-survival e anti-ageing degli agonisti del recettore del GLP-1, dei nuovi agonisti doppi e tripli del GLP-1/GIP/Glucagone, nonché di nuove molecole come l'irisina, che potrebbero potenziare e mantenere la funzione secretoria beta-cellulare nel tempo, modificando così la traiettoria della malattia diabetica. Si indagherà anche sui meccanismi molecolari alla base di tali effetti. Inoltre, data la frequente associazione del diabete di tipo 2 con malattie cardiovascolari e disfunzioni cognitive, verranno anche studiati gli effetti pro-survival e anti-ageing di queste molecole su modelli di cellule cardiache, endoteliali e neuronali/gliali umane.
- : Studio dell’asse intestino-rene-cervello nel declino cognitivo associato alla malattia renale cronica. (Dott.ssa Lauriola Celeste)
Descrizione attività di ricerca: Il progetto utilizzerà un approccio dal laboratorio al paziente per definire l’impatto delle disfunzioni renali sull’asse intestino-rene-cervello. Attraverso un approccio in vivo ed in vitro, sarà possibile valutare l’impatto della disbiosi intestinale e delle tossine uremiche legate al deterioramento della funzionalità renale, sul conseguente declino cognitivo dovuto all’aumento della neuroinfiammazione e conseguente neurodegenerazione. Inoltre esploreremo meccanismi molecolari associati alle signatures del microbiota intestinale collegate al declino cognitivo associato alla malattia renale cronica al fine di individuare nuovi approcci terapeutici.
PNRR 118 XXXIX Ciclo
- Studio dei meccanismi molecolari di danno a carico delle cellule progenitrici cardiache umane e delle betacellule pancreatiche nel diabete mellito di tipo 2: regolazione metabolica e farmacologica. (Dott. Carmela Colabufo)
Sono circa 422 milioni le persone che nel mondo soffrono di diabete mellito e 1,5 milioni i decessi direttamente attribuiti al diabete ogni anno. Inoltre, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la prevalenza del diabete mellito è in costante aumento negli ultimi decenni, specie per quel che riguarda il diabete tipo 2, che rappresenta circa il 90% dei casi e che risulta fortemente legato all’eccesso ponderale, dovuto a sua volta sia all’iperalimentazione che alla scarsa attività fisica. La perdita della massa funzionale beta-cellulare rappresenta una condizione necessaria e precoce nello sviluppo del diabete mellito di tipo 2, pertanto il ripristino del numero fisiologico di beta-cellule pancreatiche e della loro funzione rappresenta l’unica strategia in grado di prevenire l’insorgenza o la progressione del diabete. Ad oggi, nessuno dei farmaci anti-diabete in commercio è in grado di raggiungere tali obiettivi in modo consistente e duraturo nel tempo. Il Proponente possiede
un’esperienza pluriennale nell’isolamento e la messa in coltura di isole pancreatiche umane a partire da biopsie di pancreas derivanti da pazienti sottoposti a interventi di duodeno-cefalo-pancreasectomia.
- Green chemistry per l’innovazione sostenibile dei processi produttivi per l’alimentazione animale. (Dott. Gianluca Pugliese)
Il settore alimentare e agricolo, a norma dell’EU, comprende l’allevamento tra i maggiormente impattanti sull’ambiente. Si rende dunque necessario favorire l’innovazione dei processi produttivi e la valorizzazione degli scarti industriali. L’economia circolare e lo sviluppo sostenibile rappresentano il necessario metodo attuativo di potenziale innovazione dei processi. In tal senso rileva la simbiosi industriale, ovvero la sinergia tra aziende agroalimentari che producono sottoprodotti. In Puglia sono prodotti circa 3,5 milioni di t/anno di residui scarti agroalimentari che possono essere riutilizzati dal settore mangimistico e
valorizzati nelle filiere. L’innovazione applicata al riutilizzo di sottoprodotti agroalimentari nel settore mangimistico è una situazione vantaggiosa per numerosi aspetti: 1. Recuperare il valore nutritivo del sottoprodotto come alimento zootecnico; 2. Migliorare le proprietà funzionali e nutraceutiche della carne; 3. Ridurre l’impatto ambientale.
- Dispositivi impiantabili per la ricostruzione di difetti osteocondrali in superfici articolari, soluzioni personalizzate e possibili standardizzazioni nel settore umano e veterinario. (Dott. Giacomo De Rosis)
É noto che lo stato ottimale di una articolazione dipende dalla buona qualità della cartilagine, dallo stato dell’osso subcondrale e dalla vitalità della membrana sinoviale, fattori che influenzano la rigenerazione di un difetto cartilagineo che varia molto in funzione dell ́etá del paziente. Un giovane ha buone probabilità di riparare per le capacità reattive della membrana sinoviale e spongiosa subcondrale, mentre un anziano ha poche possibilitá per la cattiva qualità biologica e meccanica dell ́osso e la scarsa reattività della membrana sinoviale. Per questo motivo, le tecniche di ricostruzione ed il materiale protesico utilizzato in pazienti giovani, non dovrebbe essere lo stesso che viene utilizzato in persone di etá piú avanzata. Il progetto propone lo sviluppo di una nuova generazione di impianti articolari che non siano densi ma porosi e fabbricati in titanio trabecolare ricoperto di biopolimero. Gli impianti saranno disegnati su misura partendo da una TAC del paziente e si adatteranno perfettamente al difetto presente sull’articolazione, saranno fabbricati con tecnología 3D printing.
Progetti Finalizzati Dottorato Trapianti di Tessuti ed Organi e Terapie Cellulari