Profilo scientifico e didattico

  • RIEPILOGO DEI RUOLI E DELL’IMPEGNO DIDATTICO. Conseguiti tre perfezionamenti, il dottorato di ricerca e il post-dottorato in Italianistica, Pegorari è stato professore di ruolo nella scuola secondaria dal 2001 al 2003 e poi ricercatore dal 1.1.2004 al 2.11.2017, quando è stato assunto come professore di II fascia per il SSD L-FIL-LET/11, abilitandosi il 7.8.2018 alle funzioni di ordinario. Attualmente è titolare di Letteratura italiana contemporanea (dal 2007-2008), Sociologia della letteratura (dal 2009-2010) e Letteratura e critica della modernità (dal 2021-2022) nel Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica dell’Università di Bari, dopo aver insegnato (sin dal 1995-1996) Italiano per Stranieri, Laboratorio di italiano, Storia comparata delle letterature europee, Storia della critica, della retorica e delle poetiche, Filologia dantesca e Letteratura italiana nelle Università di Bari e di Foggia. Da ottobre 2021 è Membro dell’Accademia Pugliese delle Scienze. È stato relatore, da gennaio 2004 a marzo 2022, di 183 tesi di laurea (112 magistrali + 71 triennali). Da giugno 1995 a giugno 2009 aveva seguito 32 tesi di laurea in collaborazione con altre cattedre.

    PROFILO DELLE RICERCHE. Pegorari ha declinato la sua formazione filologica (avvenuta sotto il magistero dei professori Domenico Cofano e Francesco Tateo) in chiave spiccatamente interdisciplinare e sociologica, occupandosi soprattutto di tradizione dei modelli, critica della modernità, poesia novecentesca e letteratura pugliese. Dal 1993 al 2008 ha studiato in particolare la poesia, pubblicando fra l’altro tre libri su Luzi e “Critico e testimone. Storia militante della poesia italiana 1948-2008” (2009) e proseguendo con altri saggi su Luzi, Ungaretti, Bodini e così via. Parallelamente, dal 1995, Pegorari si è misurato con la tradizione dei modelli, con particolare riferimento a Dante, come dimostrano il “Vocabolario dantesco della lirica italiana del Novecento” (2000), “Il codice Dante. Cruces della ‘Commedia’ e intertestualità novecentesche” (2012) e “Dante, l’Immaginario. Sette passeggiate dalla selva ai cieli” (2022), accanto ai quali vanno ricordati almeno i saggi filologici “L’enigma della corda (Inf. XVI) e l’allegoria delle fiere” (2008) e “La lonza svelata: fonti classiche, cristiane e ‘interne’ dell’allegoria della frode” (2015), che rivoluzionano l’interpretazione allegorica della lonza nell’Inferno. Nuovi interessi intertestuali si muovono in alcuni saggi dedicati alla tradizione classica e veterotestamentaria dall’umanesimo ad oggi e soprattutto in un volume di argomento shakespeariano: “Amleto o lo specchio oscuro della modernità. Tre secoli di riscritture italiane 1705-2019” (2019). Dall’inizio del 2011 a tutt’oggi Pegorari ha allargato il suo sguardo in direzione della critica della modernità, con “Scritture precarie. Editoria e lavoro nella grande crisi 2003-2017” (2018), un’indagine sulla condizione postindustriale, sulla precarizzazione dell’identità e sulla trasformazione della letteratura da sistema cognitivo a filiera produttiva. Ne scaturisce una critica della comunicazione e della digitalizzazione in quanto nuovi paradigmi organizzativi della società capitalistica, che ha come carattere dominante l’indistinguibilità fra verità e falsità: è questo il tema di “Umberto Eco e l’onesta finzione. Il romanzo come critica della post-realtà” (2016). L’interpretazione di tutta l’età contemporanea (dai primi anni Settanta dell’Ottocento ad oggi) come dissoluzione della civiltà moderna è oggetto di “Letteratura liquida. Sei lezioni sulla crisi della modernità” (2018), in cui l’autore sviluppa la sua tesi attraverso sei concetti guida (Postmodernità; Riflessività; Autorialità; Interesse; Sincerità; Resistenza). Il successivo passaggio di questa riflessione riguarda il post-umanesimo e le distopie, attraverso saggi sull’ecosofia di Angiuli, sul Realismo terminale di Oldani, sulle narrazioni epidemiologiche e su “Le città invisibili” di Calvino: su questi temi vertono “L’occhio di vetro. Racconti del Realismo terminale” (2020) e “Il futuro in una stanza. Dialogo letterario dentro e oltre la pandemia”, scritto con Valeria Traversi (2020). Complessivamente ha pubblicato saggi e interventi su quasi quaranta testate di classe A, scientifiche e giornalistiche.

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pubblicato il 02/09/2013 ultima modifica 09/05/2022