UniBA protagonista di una nuova scoperta sulla leucemia
Un importante studio coordinato dalla prof.ssa Clelia Tiziana Storlazzi e dalla dr.ssa Doron Tolomeo del Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro è stato accettato per la pubblicazione sulla prestigiosa rivista internazionale Haematologica (DOI: 10.3324/haematol.2025.300437).
La ricerca è stata realizzata grazie al supporto del progetto “National Center for Gene Therapy and Drugs based on RNA Technology”, finanziato nell'ambito del PNRR.
Scoperta una nuova molecola legata a una forma aggressiva di leucemia
Lo studio ha portato all'identificazione di una nuova molecola appartenente alla famiglia degli RNA circolari di fusione, particolari molecole di RNA che possono contribuire allo sviluppo di alcune forme tumorali.
La molecola, denominata AK_7_3, è stata individuata in pazienti pediatrici e adulti affetti da leucemia linfoblastica acuta a cellule B (B-ALL) portatori della traslocazione cromosomica t(4;11), un'alterazione genetica associata a una prognosi sfavorevole.
I ricercatori hanno osservato che AK_7_3 è presente nella maggior parte dei pazienti con questa specifica alterazione genetica, mentre è assente nei pazienti che non la presentano. Questo risultato dimostra un forte legame tra la molecola e il riarrangiamento genetico KMT2A::AFF1, caratteristico di questa forma di leucemia.
Quale ruolo svolge questa molecola?
Per comprendere la funzione di AK_7_3, il gruppo di ricerca ha studiato cosa accade nelle cellule leucemiche quando la molecola viene "spenta" in laboratorio.
I risultati hanno mostrato che il suo silenziamento:
- attiva geni coinvolti nella risposta allo stress cellulare;
- aumenta la morte programmata delle cellule tumorali (apoptosi);
- altera il funzionamento dei mitocondri, le "centrali energetiche" della cellula;
- provoca un aumento delle specie reattive dell'ossigeno (ROS), molecole che possono danneggiare le cellule quando presenti in eccesso.
Nel complesso, questi dati suggeriscono che AK_7_3 aiuta le cellule leucemiche a sopravvivere e che possa avere un ruolo importante nello sviluppo della malattia.
Una scoperta che apre nuove prospettive
I risultati ottenuti indicano che questa molecola potrebbe rappresentare in futuro un nuovo biomarcatore per identificare e monitorare la malattia e, potenzialmente, un nuovo bersaglio terapeutico per sviluppare trattamenti più efficaci contro questa forma aggressiva di leucemia.
La ricerca conferma inoltre il ruolo di primo piano dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro nello studio degli RNA non codificanti e delle loro implicazioni nelle malattie oncologiche.
Una collaborazione tra numerosi centri di ricerca italiani
Oltre al gruppo coordinato dalla prof.ssa Storlazzi, allo studio hanno partecipato ricercatrici e ricercatori dell'Università di Bari e di numerosi centri di eccellenza italiani, tra cui il Centro Tettamanti di Monza, l'Università di Milano-Bicocca, il CNR-ITB di Segrate, l'IRCCS Istituto Tumori "Giovanni Paolo II" di Bari, l'Università di Bologna, l'Università Sapienza di Roma, l'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e l'Ospedale Regina Margherita di Torino.
Questa ampia rete di collaborazioni ha contribuito a raggiungere un risultato che offre nuove conoscenze sui meccanismi molecolari della leucemia e nuove prospettive per la ricerca e la medicina di precisione.
Lo studio
A novel KMT2A::AFF1-derived fusion circRNA regulates mitochondrial metabolism in t(4;11) B-cell acute lymphoblastic leukemia
Tolomeo D, Bardini M, Venuto S, Visci G, Lonoce A, Calamo L, Cifola I, Severgnini M, Mastrodonato M, Semeraro D, Valsecchi L, Mauri M, La Starza R, Lucarelli M, Azzariti A, Serratì S, Ferrari A, Simonetti G, Martinelli G, Santoro N, Fumagalli M, Di Timoteo G, Saltarella I, Milani M, Spinelli O, Bertorello N, Cazzaniga G, Fazio G, Storlazzi CT.
Haematologica. 2026 Aug 13.
DOI: 10.3324/haematol.2025.300437
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PMID: 42610417