Ferite Tramandate: Le mutilazioni genitali femminili
Convegno Ferite Tramandate: Le mutilazioni genitali femminili (II Edizione Progetto Prigionie d’Ombra: Analisi, prevenzione e rimedi alla violenza silente). Bari, 26 novembre 2025, ore 15:00 Aula Magna Aldo Moro Dipartimento di Giurisprudenza – Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Nel Centenario UNIBA il Convegno “Ferite tramandate: Le mutilazioni genitali femminili” si inserisce nel solco del Progetto “Prigione d'ombra: Analisi, prevenzione e rimedi alla violenza silente” di cui sono la responsabile scientifica.
Partecipano attivamente tutte le Associazioni studentesche presenti nel Dipartimento di Giurisprudenza.
La I edizione, che si è tenuta lo scorso 26 marzo e 9 aprile, è nata su impulso degli studenti e delle studentesse del Dipartimento di Giurisprudenza, nel corso di una lezione nella quale avevo affrontato il tema dei reati culturalmente motivati e orientati.
Da lì è nata l’idea di affrontare il tema della violenza silente, declinata nei vari ambiti della vita quotidiana, con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni su quelle forme di violenza, volontarie o involontarie, perpetrate soprattutto ai danni delle donne, senza tuttavia tralasciare il punto di vista maschile.
Per queste ragioni si è ritenuto utile approfondire, in prima battuta sommariamente, tutti gli aspetti giuridici e psicologici della violenza “invisibile”, analizzandola nei differenti contesti della vita quotidiana: da quella domestica, caratterizzata da abusi psicologici, manipolazioni, violenza economica, a quella culturale (dai maltrattamenti psicologici in ambito scolastico alle mutilazioni genitali), lavorativa (mobbing e sfruttamento), sanitaria (violenza ostetrica), sportiva e, non ultima, quella perpetrata attraverso i social.
Da ora in avanti ogni forma di violenza silente sarà studiata nel dettaglio, attraverso interventi di studiosi illustri e operatori che lavorano sul campo, i quali ci aiuteranno ad analizzare le radici e le cause del fenomeno, allo scopo di individuare ipotesi di prevenzione e, ove possibile, i rimedi. Siamo giunti alla II edizione, interamente dedicata alle mutilazioni genitali femminili.
L’evento si terrà il 26 novembre alle 15.00 in aula Aldo Moro. Questa volta si sono unite alle Associazioni studentesche del Dipartimento, quelle di altri Dipartimenti, in particolare di Medicina e Scienze Politiche, a dimostrazione del fatto che l’argomento continua a suscitare sempre maggiore interesse tra i giovani, i quali si fanno parte attiva dell’organizzazione.
Il Convegno organizzato dalla Prof.ssa Tavani, docente di Diritto ecclesiastico nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro (responsabile scientifica), si articolerà con metodo interdisciplinare. Parteciperanno autorità accademiche ed esperti in campo medico che da anni si occupano delle MGF.
Interverranno nella I sessione, dedicata all’analisi delle cause e dei possibili rimedi culturali (moderata dalla Prof.ssa Tavani), il Prof. Aldo Morrone, Presidente dell’Istituto internazionale di scienze mediche, antropologiche e sociali; la Dott.ssa Concetta Segneri antropologa dell’Istituto Nazionale Salute Migrazione e Povertà; la Dott.ssa Mbiye Diku, specialista in ginecologia ed ostetricia, con esperienza in medicina sociale e del territorio; il Prof. Ivan Ingravallo, docente di Diritto Internazionale nell’Università degli Studi di Bari.
La II sessione, moderata dal Prof. Giudice, ordinario di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica nell’Università di Bari “Aldo Moro”, evidenzierà le soluzioni mediche e chirurgiche alle MGF. Interverranno i massimi esperti nel settore: la Dott.ssa Lucrezia Catania, ginecologa e docente al Mater Ostetriche e mutilazioni genitali femminili nell’Università di Firenze; il Dott. Omar Hussein Abdulcadir, ginecologo e Docente al Master in Malattie infettive nell’Università degli Studi di Firenze; il Dott. Massimiliano Brambilla, specialista in Ginecolplastica a Milano.
Hanno aderito molti Club per l’Unesco pugliesi, Actionaid e associazioni nazionali che si occupano direttamente delle MGF, quale problematica strettamente connessa al fenomeno migratorio che non può essere relegata ai Paesi africani, perché riguarda noi, la nostra società multietnica, il nostro Occidente, il nostro Paese, i nostri cittadini.
Secondo i dati raccolti dall’OMS nel 2020 il fenomeno riguarda 52 milioni di ragazze (un caso su quattro di mutilazione) sono vittime di pratiche eseguite da personale sanitario.
La pratica delle MGF consiste nella rimozione o nel danneggiamento dei genitali femminili, per cause non mediche e viene eseguita su adolescenti prima della pubertà. Recentemente l’OMS ha pubblicato le nuove linee guida contro le MGF con l’obiettivo di formare il personale medico ed infermieristico attraverso campagne di sensibilizzazione anche su uomini e ragazzi.
Il Convegno si pone in sintonia con le linee guida dell’OMS le quali raccomandano che i codici deontologici vietino categoricamente la pratica da parte di operatori sanitari.
Aderendo all’invito dell’OMS, il Convegno si pone l’obiettivo di formare e sensibilizzare gli studenti di medicina, giurisprudenza e scienze politiche affinché si possano aiutare le famiglie ad informare sui rischi fisici e psicologici cui vanno incontro le giovani donne.
Il Convegno, infine, sempre coerentemente con le linee guida dell’OMS, analizza le cure che possono essere offerte alle sopravvissute, sia con riguardo al supporto psicologico dovuto alle MGF e alle complicanze ostetriche derivanti, sia con riguardo alla chirurgia riparativa alla quale ricorrono le donne mutilate, a seguito di un percorso di consapevolezza.