La storia dell'Archivio Generale di Ateneo
La nascita dell’Università porta contestualmente l’istituzione dell’Archivio, come si evince dalla suddivisione organizzativa dell’amministrazione sin dalla sua origine, con la presenza di un archivista prima e di un ufficio archivio dopo.
Nasce quindi sin dal 1924, non solo, con il normale stratificarsi ordinato della documentazione corrente, come si evince anche dai registri di protocollo, mediante l’ausilio di titolati di classificazione per posizioni, ma anche ereditando i fondi archivistici delle Regie scuole Universitarie (Farmacia e Ostetricia) sorte dopo l’Unità d’Italia dall’antico Real Liceo delle Puglie, che precedettero la nascita dell'Università.

Fin dall’origine l’Archivio era conservato presso gli uffici di segreteria che lo avevano prodotto e conservato nel palazzo Ateneo

- Pianta del piano terra dell’Ateneo 1924. Economato e archivio.
Nel 1933 l’Archivio comprendeva il Protocollo, gli Affari Generali, il Personale e le scritture a macchina ed è affidato ad un solo applicato.
Nel 1935 con la nascita della Facoltà di Economia e Commercio, veniva acquisito anche l’archivio del Regio Istituto superiore di scienze economiche e commerciali, sorto sin dal 1879.
«Il 12 novembre 1879 - La Camera di Commercio ed Arti di Bari con provvida deliberazione istituiva una “Scuola Superiore commerciale con Banco Modello"».
Lo sviluppo organizzativo di una Università molto giovane, nel suo primo faticoso avvio, è dato dall’avvalersi di edifici preesistenti e ad adattarsi a situazioni che ne condizionavano la sistemazione.
A tal proposito risultano emblematiche le parole di Luigi Dal Pane, incaricato nel 1938 in seguito della disposizione ministeriale di scrivere la storia dell’Università, in una lettera inviata al Rettore Toschi il 20 dicembre 1940.
“Archivio R. Università – Nelle ricerche espletate per la storia dell’università ho avuto occasione di constatare l’introvabilità (per non dire la dispersione) di carte importanti del vecchio Istituto Superiore e l’impossibilità di una buona conservazione dei documenti nell’archivio per ristrettezza di locali. Reduce dal congresso di Bologna, dove l’eccellenza Bottai aveva raccomandato l’istituzione di Archivi storici presso ogni Università, richiamai l’attenzione del Rettore Petrocelli sulla urgenza di provvedere al riordinamento dell’archivio. Per mancanza di locali non se ne fece nulla.”
I successivi eventi bellici vennero a sconvolgere in modo rovinoso la sistemazione già avviata e a rendere estremamente critico il funzionamento della stessa Università.
Nel 1947/48 la situazione era la seguente:
Giurisprudenza allocata nel piano terra dell’Ateneo con due aule, mentre i libri del seminario giuridico erano ancora ammucchiati in locali di fortuna con impossibilità di consultazione. Economia e commercio al piano terra della Camera di Commercio, con tre aule e tre stanze una per ogni istituto e la biblioteca in comune con Giurisprudenza. Medicina con quattro istituti in Ateneo. Agraria congestionata, poiché aveva dovuto mettere a disposizione della facoltà di Scienze, Veterinaria e anche di Ingegneria le sue aule.
La situazione venne a mutarsi radicalmente con l’anno accademico 1951/52 con il rettorato di V. Ricchioni e in particolar modo con la ristrutturazione amministrativa fortemente evolutiva del direttore amministrativo Giuseppe Jorio. Con Decreto Rettorale del 16 giugno 1952 conseguente alla deliberazione del Consiglio di Amministrazione del 15 maggio 1952 è riorganizzata l’amministrazione, assegnando in particolar modo la gestione dell’Ufficio Archivio a Matteo Dell’Erba, che aveva precedentemente gestito con accuratezza la segreteria di Medicina, affidandogli il riordinamento di tutta la documentazione dell’archivio universitario, in completo abbandono dopo gli eventi bellici.
Dal 1952 al 1967, il primo riordinamento e l’ordinata gestione dell’Archivio e del protocollo, mediante l’utilizzo di titolari di classificazioni, per titoli e classi, puntualmente aggiornati e con relazioni sul lavoro svolto.
Il 1968 porta con sé un cambiamento generale di trasformazione, insieme al pensionamento di Matteo Dell’Erba. Viene utilizzata una nuova gestione di protocollazione e conservazione, mediante una classificazione alfabetica e la documentazione cade nell’oblio. Inoltre, con l’aumento degli studenti, cresciuti esponenzialmente da inizio anni Settanta, sorgono numerosi depositi d’archivio, dislocati in diversi edifici universitari.
Nel 1977, in seguito delle norme contenute nel Titolo IV cap. I del DPR 30 settembre 1963 n. 1409 e in particolare all’art. 30, il rettore Quagliariello nella seduta del Senato Accademico del 5 aprile 1977, decide di nominare una commissione chiamata ad affrontare con responsabilità il riordinamento della documentazione archivistica, vista la notevole importanza degli archivi universitari, la cui buona conservazione è utile sia ai fini culturali che ai fini della funzione della trattazione delle pratiche.

Il SA nella seduta del 9 settembre 1978 discute sul grave problema dei locali per gli uffici amministrativi. Il Direttore Amministrativo Mario Natale espone la grave situazione degli archivi collocati negli scantinati del Palazzo Ateneo.
Il nuovo assetto retributivo-funzionale del personale civile e militare dello stato, in conseguenza dell’applicazione della legge 11 luglio 1980 n. 312, porta alla scomparsa degli impiegati della carriera esecutiva con la qualifica di Archivista.
Le diverse Commissioni istituite in tempi successivi, non riuscirono a risolvere il problema.
Agli inizi degli anni Ottanta venne istituita una commissione interna per fronteggiare i problemi di spazio e di gestione della documentazione, con lo scopo principale di individuare le serie da scartare. Il direttore M. Natale interpellò l’Archivista di Stato Pasquale Garramone, che in data 4 ottobre 1982 fece pervenire una dettagliata e approfondita relazione.
Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 25 luglio 1983 nominava una commissione “Scarto atti d’Archivio”, costituita autonomamente senza che un obbligo di legge, approvata poi in data 10 settembre 1983 dal Senato Accademico, formata da: un funzionario dell’Archivio di Stato, dal prof. Angelo Massafra docente della facoltà di lettere e da un funzionario amministrativo.
La legge 9 maggio 1989, n. 168, con la quale si riconosceva l’autonomia delle Università, scioglieva ogni dubbio sulla natura giuridica delle Università, quali enti pubblici sottoposti alla vigilanza delle Soprintendenze archivistiche.
Nasceva così quel lungo periodo di collaborazione con la Soprintendenza archivistica per la Puglia, che cominciava a vigilare sull’Università di Bari, adoperandosi a più riprese per sensibilizzare gli organi di governo verso il recupero, la corretta gestione e valorizzazione dell’archivio. Ha inizio un positivo periodo, che portava a realizzare i primi censimenti della documentazione e dei numerosi depositi con la loro dislocazione, e inoltre la proposta per la costruzione di un edificio adibito esclusivamente ad archivio.
La Soprintendenza archivistica nel 1989, in seguito dei colloqui già intercorsi dal 1987, aderiva alla richiesta dell’Università, al fine di salvaguardare la notevole mole di documentazione dell’allora Divisione III studenti, consistente in fascicoli e tesi di laurea, per una convenzione di deposito presso l’Archivio di Stato di Bari. Nella seduta del 17 marzo 1992 si deliberava la convenzione, che venne stipulata solo il 18 giugno 1998 finalizzata alla conservazione a titolo di deposito dell’archivio ai sensi dell’art. 34 DPR 30 settembre 1963 n. 1409.
Il 16 luglio 1996 ha inizio il lungo iter per la costruzione di una sede per l’Archivio generale, la cui realizzazione, nel campus di veterinaria, ha inizio il 10 aprile 2001, ultimata nel 2006 e consegnata il 13 marzo 2007.
Dal 1997 con l’adesione al progetto Titulus 97 dell’Università di Padova, sostenuto dalla Direzione Generale Archivi, l’inizio di progetti nazionali a cui l’Università degli studi di Bari aderiva prontamente, nonostante le grandi difficoltà e la carenza di mezzi e persone.
La Commissione scarto atti d’Archivio, nata nel 1983 cambiava denominazione in “Scarto atti di servizio” composta da A. Massafra, G. Dammacco, F. Rossiello, F. Di Terlizzi, A. Venezia. A seguito poi di una lettera di A. Massafra del 10 marzo 1998, il Consiglio di amministrazione nella seduta del 7 aprile deliberava di modificare la denominazione in “Commissione per l’organizzazione dei servizi archivistici”, con il compito non solo di coordinare lo scarto sotto il controllo della Soprintendenza archivistica, ma anche di organizzare i servizi archivistici dell’Ateneo.
Il DL 29 ottobre 1999, n. 490 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali” contribuiva maggiormente alla evoluzione di progetti di tutela.
La terza conferenza organizzativa degli archivi delle università italiane “Studium 2000 – progetto per la tutela e la valorizzazione degli archivi storici delle Università italiane” e il “1° rapporto sugli Archivi delle Università italiane” sollecitava maggiormente le Università.
Con il progetto STUDIUM 2000 mediante due interventi finanziati dal Ministero per il recupero della documentazione storica, veniva effettuato tramite la Soprintendenza archivistica, il censimento dei locali di deposito, mediante l’utilizzo di operatori tecnici esterni all’amministrazione universitaria, con la produzione di schede descrittive della situazione presente in quel periodo.
In seguito al Regolamento generale di ateneo che all’Art. 77 stabiliva il Servizio Archivistico di Ateneo, veniva istituito con il DD n 99 del 5 giugno 2002, il “Servizio Archivistico per la gestione, conservazione e tutela della documentazione amministrativa”
Settore I – Protocollo
Settore II – Archivio, con capo settore Imma Eramo
Al settore archivio venivano attribuite le seguenti competenze:
Progetti archivistici nazionali e di Ateneo (Titulus 97, Thesis 99, Titulus Organi, Studium 2000, Cartesio).
Archivio corrente, di deposito e storico – coordinamento, istituzione e inventario.
Infine, con D.R. n. 2959 del 14 giugno 2002 la modifica dello Statuto all’art. 58 che prevedeva l’istituzione del Servizio Archivistico di Ateneo.
Nel 2004 il primo scarto massivo di documentazione non più utile ai fini amministrativi e storici, curato da Imma Eramo, prima incaricata del costituendo nucleo archivistico dell’Università di Bari.
Grazie ai finanziamenti della Regione Puglia, nell’ambito dell'Accordo di Programma Quadro in materia di Beni e attività culturali, tra il 2005 e il 2007 la Soprintendenza archivistica per la Puglia dirigeva i lavori di riordinamento e trasferimento dell’archivio storico, sia dell’Amministrazione centrale che delle Facoltà, nella sede dell’Archivio generale di Ateneo in Valenzano.
Dal 1° gennaio 2007 entravano in vigore i titolari per gli Archivi delle Università italiane, a cura del Gruppo di lavoro nazionale, e il 18 dicembre lo svolgersi a Bari del seminario “Modifiche normative e nuovi titolari per gli Archivi delle Università italiane - Progetto Titulus 1997-2007”.
Completata la costruzione dell’Archivio, e confluita la prima documentazione storica al termine del progetto ministeriale, con D.D. 302 del 20 dicembre 2007 veniva affidato l’incarico a Giuseppe Ventrella, di avviare l’organizzazione e la gestione dell’Archivio Generale di Ateneo, con la presa di possesso e la consegna delle chiavi il 23 gennaio 2008.
Le sollecitazioni del Servizio Archivistico di Ateneo, in particolare del Presidente A. Massafra, nei confronti dell’Amministrazione universitaria, portava a finanziare tra il 2008 e il 2010, le somme necessarie per l’organizzazione dell’Archivio, mediante la fornitura dell’arredo per gli uffici, per la sala studio, delle scaffalature e delle attrezzature, che consentivano ulteriormente al trasferimento della documentazione storica ancora conservata negli archivi di deposito.
Contestualmente l’Amministrazione universitaria si avvaleva di personale assunto con contratti di collaborazione, per la selezione riordinamento e scarto.
Il 12 giugno 2008 il convegno “Comunicare gli archivi nell’era digitale Condividere, integrare e diffondere in rete le risorse archivistiche. L’archivio storico dell’università di Bari: nuovi strumenti per la comunicazione e la ricerca”
Nel 2009-2010 viene realizzato il Progetto per la selezione e scarto degli atti documentali del Dipartimento Risorse Umane (Area Reclutamento, Area personale tecnico amministrativo e Area personale docente) affidato ad Antonella Mincuzzi, con un contratto di collaborazione coordinata e continuata, con lo scarto massivo e il trasferimento, di ulteriore documentazione presso l’Archivio Generale.
Con delibera del 17 febbraio 2010 il Comitato di Ateneo per le Biblioteche esprime parere favorevole alla istituzione di una biblioteca a supporto all’attività lavorativa e alla ricerca, dell’Archivio generale di Ateneo.
Il 28 maggio 2010 e poi 21 e 22 ottobre 2011 nell’aula Aldo Moro Giurisprudenza il convegno – La storia dell’Università di Bari dalla fondazione agli anni Sessanta del 900.
Il 18-19 ottobre 2011 si svolgeva per la prima volta, presso l’Archivio generale di Ateneo, un incontro di formazione nazionale nell’ambito di UniDOC, dal titolo “L’archivio di deposito e la selezione dei documenti”.
Nel 2012 il progetto finanziato dall’Amministrazione universitaria di “Interventi urgenti per la tutela, la salvaguardia degli Archivi delle strutture amministrative, didattiche e di ricerca dell’Università di Bari”. Finalizzato al trasferimento di vari fondi presso la sede dell’Archivio generale di Ateneo, per la successiva fase di selezione e scarto degli atti inutili.
Nel 2012 il progetto di “Valorizzazione e promozione del patrimonio bibliografico e archivistico del sistema universitario pugliese”. Contestualmente iniziavano, in collaborazione con il corso di Laurea in Archivistica, i tirocini formativi per gli studenti presso l’Archivio, e l’avvio dei progetti del Servizio Civile Nazionale, con l’impiego di volontari.
Sin dal 2011 la direttrice dell’Archivio di Stato di Bari Eugenia Vantaggiato sollecitava la restituzione all’Università dei documenti a suo tempo depositati in convenzione e concordava con il responsabile G. Ventrella, il rientro della documentazione. Dal 15 al 23 luglio 2014 si svolgevano le operazioni di trasferimento e in data 8 settembre 2014 veniva siglato il verbale definitivo di consegna di 1829 scatole di tesi (ml 1060,83) e 1644 scatole di fascicoli studenti (ml 953,52).
La soppressione delle Facoltà con la legge 30 dicembre 2010 n 240, che introduceva sostanziali modifiche all’articolazione interna delle università a partire dal 2012, faceva scaturire nel 2014, il progetto di “Salvaguardia e valorizzazione delle soppresse Facoltà dell’Università di Bari”.
Nel 2014, la pubblicazione «Il Massimario di selezione dei documenti inerenti il fascicolo di studente universitario», dei quaderni di UniDOC 2 - in cui è inserito l’articolo “Il fascicolo di studente dall’Unità d’Italia alla riforma Gentile (1861-1924)” di G. Ventrella.
Il 19-21 gennaio 2015 per i 90 anni dell’Università la conferenza di Ateneo “L’Orgoglio del passato e le sfide del futuro” con la sessione plenaria di chiusura “90 anni. Una storia importante”, e poi il 19 giugno 201 L’Università di Bari dalla fondazione agli anni Settanta.
Con DR. n. 3129 del 28 settembre 2015 l’istituzione del Comitato tecnico-scientifico per la valorizzazione del patrimonio storico e documentario per lo studio della Storia dell’Università di Bari”.
La pubblicazione nel 2015 del Volume “Per la storia dell’Università di Bari - Fonti archivistiche e a stampa” a cura di A. Massafra e D. Porcaro, scaturito dal convegno svolto nel 2010 “La fondazione dell’università di Bari dalla fondazione agli anni Sessanta del ‘900. Le fonti” concludeva il novantesimo anno dell’Università. Nel 2017 Stella di Procedamus a G Ventrella.
La Stella di Procedamus è un piccolo (ma significativo) riconoscimento rivolto a chi ha lavorato per lo sviluppo degli archivi universitari e si è impegnato a costruire un team per la realizzazione dei progetti di ricerca-intervento, per il coordinamento dei gruppi di lavoro, per far crescere professionalmente i propri colleghi. In poche parole, a chi piace cum-laborare in favore di tutti. La Stella di Procedamus è conferita dal Comitato scientifico, che decide dopo aver esaminato le candidature presentate annualmente dal Responsabile scientifico.
23 novembre 2020 Notte dei ricercatori ERN Apulia MED, Tour virtuale dell’Archivio Generale di Ateneo dell’Università di Bari.
18 marzo 2021 Gli archivi storici universitari vent’anni dopo in collaborazione con Procedamus e Hyperborea, G. Ventrella e C. Ruscigno “L’università degli studi di Bari Aldo Moro da Studium 2000 a oggi” –.
Dal 2011 al 2019, nonostante la carenza di personale, vengono effettuati quattro procedure di scarto di documenti non più utili ai fini amministrativi e storici e il versamento di una notevole mole di documentazione di deposito e storica.
L’amministrazione universitaria bandisce un concorso pubblico, per esami, profilo Archivista con rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e da ottobre 2022 vede finalmente ampliare le unità qualificate all’interno dell’Archivio generale di Ateneo. Il 24 maggio 2023 contestualmente all'evento "Università di Bari. Cento anni per il futuro", veniva presentato il volume "Per la storia dell'Università di Bari - Studi e ricerche" finito di stampare nel 2020, ma impossibilitati a presentarlo prima a causa del Covid, che offriva a poco meno di un secolo dall'inaugurazione dell'Ateneo barese, un ricco e articolato panorama della sua storia. Una ricostruzione storica che rappresenterà il punto di avvio per una riflessione sul futuro di UniBa, sui progetti intrapresi e sulle linee di sviluppo future.
Archivissima 2023 - 9 giugno 2023 - Incentrata sul tema dei Carnet de voyage, l’Archivio sarà presente nella Notte degli archivi con due contenuti multimediali: il video “Viaggi universitari: il giro del mondo…in 180 mesi”, e il podcast “Alla conquista delle Dolomiti: i viaggi degli universitari dell’Ateneo barese negli anni Cinquanta”.
Archivissima 2024 - 7 giugno 2024 - Il percorso delle passioni - La passione di ieri la passione di oggi, cento anni di arte e scienza tra archivi, musei e biblioteche, il ruolo dell’Archivio e dei suoi documenti: testimonianze preziose delle tante passioni che hanno animato e animano ancora l’Università di Bari, miniera inesauribile di storie da scoprire e raccontare, la cui ricerca è essa stessa passione.
Orienteering – la bussola per scegliere il tuo futuro orientandoti nelle carte e nella storia dell’Archivio generale di Ateneo di Bari 20 dicembre 2023 e 30 gennaio e 6 marzo 2024.
8 conferenza organizzativa delle università italiane (Roma 12 aprile 2024) Massimario di selezione per gli archivi delle Università italiane.
Dal 2009 al 2020 oltre trenta pubblicazioni effettuate con il contributo dei documenti conservati presso l’Archivio generale di Ateneo, l’accesso alla sala studio in questi anni di numerosi studiosi e ricercatori, come anche la mole di documentazione richiesta e gestita per fini amministrativi.
2024-25 Progetto DGA – 1 Quaderno dell’archivio.
A cura di Giuseppe Ventrella 2025