Strumenti personali

Logotipo di UniBa

Sezioni

Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

Tu sei qui:Home / Docenti / Pavan Stefano / Ricerca

Attività di Ricerca

Sintesi dell'attività di ricerca

2003: ricerca scientifica presso il Dipartimento di Plant Breeding dell’Università di Wageningen (Paesi Bassi). Le attività sperimentali hanno riguardato il miglioramento genetico di pomodoro per efficienza d’uso energetico in ambiente protetto. I risultati ottenuti nel corso di questo periodo di ricerca sono oggetto della tesi “QTL analysis for energy efficiency of BC4S2 lines from the interspecific cross L. esculentum (cv. MM) x L. pennellii LA716”, discussa in occasione del conseguimento del titolo di Master of Science (MSc) in Biotechnology (relatore: Prof. Piet Stam).  

2004: ricerca scientifica presso il Dipartimento di Biologia e Chimica Agro-forestale e Ambientale, Istituto di Miglioramento Genetico, Università degli studi di Bari “Aldo Moro”. I risultati ottenuti nel corso di questo periodo di ricerca sono oggetto della tesi “Utilizzazione di germoplasma selvatico per il miglioramento genetico del pomodoro”, discussa in occasione del conseguimento del titolo di Dottore in Scienze e Tecnologie Agrarie (relatore: Prof. Luigi Ricciardi).

2004-2007: ricerca scientifica presso il Dipartimento di Biologia e Chimica Agro-forestale e Ambientale, Istituto di Miglioramento Genetico, Università degli studi di Bari “Aldo Moro”. Le attività sperimentali hanno riguardato la mappatura del gene ol-2 di pomodoro e l’identificazione di marcatori molecolari utili per la selezione di genotipi resistenti all’oidio. I risultati ottenuti nel corso di questo periodo di ricerca sono oggetto della tesi “Map- vs homology-based cloning for the recessive gene ol-2 conferring broad-spectrum resistance to tomato powdery mildew caused by Oidium neolycopersici”, discussa in occasione del conseguimento del titolo di Dottore di Ricerca in Miglioramento Genetico e Patologia delle Piante Agrarie e Forestali (relatore: Prof. Luigi Ricciardi).

2007-2009: ricerca scientifica presso il Dipartimento di Plant Breeding dell’Università di Wageningen (Paesi Bassi). Le attività sperimentali hanno riguardato la caratterizzazione molecolare di geni vegetali che predispongono all’insorgenza di malattie (geni di suscettibilità). I risultati ottenuti nel corso di questo periodo di ricerca, che includono tra l’altro l’isolamento dei geni di ol-2 ed er1, largamente utilizzati come fonti di resistenza all’oidio di pomodoro e pisello, sono oggetto della tesi “Exploring recessive resistance to the powdery mildew disease”, discussa in occasione del conseguimento del titolo di PhD in Plant Breeding (relatori: Prof. Richard Visser e Prof. Yuling Bai).

2009-ad oggi: ricerca scientifica presso il Dipartimento di Biologia e Chimica Agro-forestale e Ambientale (in seguito Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti), Sezione di Genetica e Miglioramento Genetico, Università degli studi di Bari “Aldo Moro”. Le attività hanno riguardato principalmente i seguenti aspetti:

-          Sviluppo di marcatori funzionali utili per la selezione della resistenza all’oidio in pisello (agente causale Erysiphe pisi). I marcatori, di tipo CAPS (Cleaved Amplified Polymorphic Sequence), dCAPS (derived Cleaved Amplified Polymorphic Sequence) e HRM (High Resolution Melting) sono stati disegnati su diverse mutazioni loss-of-function del gene di suscettibilità PsMLO1 causalmente associate alla resistenza.

-          Caratterizzazione genomica, molecolare e funzionale di geni MLO in specie coltivate (in collaborazione con il Dipartimento di Plant Breeding dell’Università di Wageningen, Paesi Bassi, la Chinese Academy of Agricultural Sciences di Pechino, Cina, la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, Trento, il Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli “Federico II”, e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituti di Protezione Sostenibile delle Piante e di Bioscienze e Biorisorse). Analisi genome-wide e di sintenia hanno permesso di descrivere la famiglia genica MLO in diverse Solanaceae, Rosaceae e Cucurbitaceae coltivate. Studi bioinformatici, di filogenesi e di espressione genica sono stati quindi condotti per identificare geni di suscettibilità candidati. Al fine di accertare l’effettivo coinvolgimento dei geni candidati nella risposta all’oidio, e di stabilire le relazioni tra geni di suscettibilità MLO presenti in monocotiledoni e dicotiledoni, sono stati condotti esperimenti basati sull’overespressione transgenica o sul silenziamento genico.

-          Studi sull’interazione tra piante coltivate e piante parassite (in collaborazione con il Dipartmento di Plant Physiology dell’Università di Wageningen, Paesi Bassi). Si segnala in quest’ambito la caratterizzazione del primo mutante naturale di pisello resistente ad Orobanche crenata, una specie parassita responsabile di perdite economiche ingenti in ambiente Mediterraneo. Studi genetici e sulla composizione chimica degli essudati radicali hanno permesso di mettere in relazione la resistenza ad una ridotta biosintesi di strigolattoni, molecole rilasciate nella rizosfera che stimolano la germinazione dei semi di Orobanchaceae.

-          Studi sulla diversità genetica di popolazioni di specie coltivate. Si segnala in quest’ambito la caratterizzazione molecolare, attraverso la tecnica del genotyping-by-sequencing (GBS), di popolazioni di cece e melone con una lunga storia di coltivazione nella regione Puglia e a rischio di erosione genetica (cece nero della Murgia Carsica, carosello e barattiere). Tale germoplasma è risultato formare cluster genetici nettamente distinti, di grande interesse come fonte di geni utili per il miglioramento genetico e la conservazione della biodiversità.

-          Studi sul controllo genetico dell’accumulo di amigdalina in mandorlo (in collaborazione con il Dipartimento di Plant and Environmental Science dell’Università di Copenhagen, Danimarca, e il Centro de Edafología y Biología Aplicada del Segura (CEBAS-CSIC), Murcia, Spagna. Le relazioni sinteniche tra mandorlo e pesco, il cui genoma è stato recentemente sequenziato, sono state utilizzate per lo sviluppo di marcatori associati al gene sk, responsabile dell’accumulo di amigdalina nel seme delle mandorle amare, e la definizione di un intervallo genomico comprendente lo stesso gene. Al momento sono in corso esperimenti volti all’analisi funzionali di geni candidati.

Pubblicato il: 06/06/2013  Ultima modifica: 19/11/2018