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La storia di AB.

AB. arriva dal Camerun.

Ha poco più di vent'anni, è in Italia da due ma ha già un buon livello di conoscenza dell’italiano.

Il Camerun, racconta al Cap, è un paese che gli piace molto: multiculturale, dove convivono cristiani e musulmani, si parlano quasi 200 dialetti e culturalmente è molto forte l’impronta lasciata dagli europei nelle ex colonie. Giudica bene il sistema scolastico del suo paese e specifica: “Per noi andare a scuola non è un diritto o un obbligo ma un dovere, almeno fino alla scuola media”.

Ha il diploma di scuola superiore e in Camerun aveva iniziato a studiare mineralogia perché è appassionato di geologia. Racconta che apprendeva con estrema facilità perché era portato per le materie scientifiche. Imparava senza fatica.

Qui però, grazie alla borsa di studio Crui-Ministero dell'Interno-Andisu, non si è iscritto a Scienze della terra ma a Lingue, per diventare mediatore. Perché non continuare con la geologia? “Sono molto pragmatico: studiare chimica o matematica significa avere una conoscenza profonda della lingua italiana perché c’è una terminologia specifica. Se devo fare un ragionamento su una faglia geologica non ho una conoscenza linguistica adeguata”.

Vuole continuare a studiare l’italiano e vorrebbe fare il mediatore perchè questo, spiega, lo aiuterebbe ad aprire la mente: “Mi consentirebbe di incontrare molte persone e di imparare dalle loro esperienze”.

In Italia è arrivato via mare dalla Tunisia, dove ha lavorato come receptionist in una stazione termale facendo accoglienza ai turisti stranieri. Là non aveva possibilità di rinnovare il permesso. Ora è beneficiario di Protezione Internazionale e si dedica ad attività di volontariato.

 

Pubblicato il: 19/01/2017  Ultima modifica: 29/11/2018