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Il Manifesto delle Università Inclusive - Unhcr

Scuola e università offrono una importante opportunità per i giovani rifugiati, rappresentando un passaggio fondamentale nel loro percorso di inclusione sociale. Soltanto il 3% dei rifugiati a livello globale, secondo le stime dell’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha accesso all’istruzione superiore a fronte di una media pari al 37% a livello globale.

Per rispondere a tali sfide, forte della sensibilità e l’impegno mostrati su questo fronte dalle Università italiane, l’UNHCR ha proposto loro un Manifesto dell’Università Inclusiva, per favorire l’accesso dei rifugiati all’istruzione universitaria e promuovere l’integrazione sociale e la partecipazione attiva alla vita accademica. Il Manifesto è stato presentato ufficialmente in occasione del seminario nazionale avente come tema “L’impegno delle Università per i rifugiati – Presentazione del Manifesto dell’Università inclusiva”, che si è svolto presso La Sapienza Università di Roma il 31 ottobre 2019.

 

Manifesto dell’Università Inclusiva

Favorire l’accesso dei rifugiati all’istruzione universitaria e alla ricerca
e promuovere l’integrazione sociale e la partecipazione attiva alla vita accademica

Il Manifesto dell’Università inclusiva pone al centro la condizione dei giovani titolari di protezione internazionale che intendono proseguire il loro percorso di studi e ricerca nel Paese di asilo, e nasce dalla consapevolezza che le esperienze culturali, tecniche e intellettuali, maturate dai rifugiati in varie parti del mondo, possano costituire una grande risorsa per l’Italia. Attraverso l’adesione al Manifesto, inoltre, le Università concorrono alla realizzazione della c.d. “terza missione”, favorendo la valorizzazione e l'impiego della conoscenza per contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed economico della società.

Attualmente, oltre 70 milioni di persone nel mondo sono costrette a sfollare a causa di conflitti, violenze e persecuzioni. Di questi, 25,9 milioni sono rifugiati (di cui oltre 20 milioni sotto il mandato di UNHCR) (Nota1). La Convenzione di Ginevra del 1951 sullo status di rifugiato stabilisce norme minime fondamentali riguardo al trattamento dei rifugiati nei Paesi di asilo, inclusi il diritto alla casa, al sostegno pubblico e all’istruzione. Tuttavia, i titolari di protezione internazionale incontrano problemi e difficoltà maggiori sia rispetto alla popolazione residente sia rispetto alle altre persone straniere nell’accesso a questi servizi, incluso l’accesso all’istruzione, in particolare universitaria (Nota2).

Nel 2018 si è registrato un aumento del numero di rifugiati che hanno avuto accesso all’istruzione universitaria, con un inrcemento dall’1 al 3 per cento. Tuttavia, considerando la percentuale a livello globale del 37%, la difficoltà per i rifugiati di accedere ad opportunità di istruzione superiore continua ad essere drammatica, e molto distante dall’obiettivo posto dall’UNHCR, che vede il 15 % della popolazione rifugiata inserita nel sistema di educazione superiore entro il 2030 (Nota3).

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) considera l’accesso dei rifugiati all’educazione superiore e universitaria come parte integrante del proprio mandato di protezione e come priorità operativa strategica (Nota4). Il Global Compact sui rifugiati (Nota5) contempla l’accesso all’educazione tra le aree che necessitano di particolare attenzione, richiamando gli Stati e le istituzioni coinvolte a facilitare l’accesso dei rifugiati al sistema educativo nazionale con risorse e competenze adeguate, favorire i processi di riconoscimento di titoli e qualifiche accademici e professionali (Nota6), offrire disponibilità per l’ingresso legale di categorie di rifugiati, inclusi studenti, ricollocati da Paesi terzi (Nota7).

Con riguardo al contesto italiano, il diritto all’istruzione per i titolari di protezione internazionale è disciplinato dall’Art. 26 del decreto Legislativo 251/2007, il quale stabilisce per i minori il diritto di accedere agli studi secondo le modalità previste per i cittadini italiani, e per i maggiorenni il diritto di accedere al sistema di istruzione generale nei limiti e nei modi stabiliti per gli stranieri regolarmente soggiornanti. La norma prevede inoltre che siano individuati per i rifugiati sistemi di validazione e accreditamento di titoli conseguiti all’estero, anche in assenza di certificazione da parte dello Stato in cui è stato conseguito il titolo. Il Piano Nazionale d’Integrazione (Nota8), approvato dal Ministero dell’Interno nel 2017, identifica l’accesso all’istruzione e il riconoscimento di titoli e qualifiche come priorità programmatiche.

Principi generali

Le Università e gli istituti di ricerca firmatari del Manifesto si riconoscono nei seguenti principi generali e si impegnano a difenderli e diffonderli nei rispettivi ambienti di lavoro.

  1. Uguaglianza e non discriminazione. Si promuove il pieno rispetto della persona umana senza distinzioni di genere, di nazionalità, di provenienza e nel rispetto delle diversità, evitando ogni forma di discriminazione ed esclusione e garantendo eguale accesso ai servizi ed eguali opportunità di carriera per gli studenti, i ricercatori e i docenti rifugiati, con particolare riguardo all’inclusione di donne e ragazze rifugiate (Nota9).

  2. Accoglienza. Si favorisce una cultura accademica basata sull’ospitalità e sull’accoglienza, promuovendo l’integrazione di docenti, ricercatori e studenti di diverse provenienze e il loro accompagnamento e orientamento all’interno dell’istituto e del territorio, con particolare riguardo agli studenti rifugiati.

  3. Conoscenza. Si promuove la conoscenza scientifica dei temi legati alle migrazioni forzate, alla protezione internazionale e all’asilo, al fine di diffondere maggiore consapevolezza sulla situazione dei Paesi di origine, sulle cause delle migrazioni e sui diritti fondamentali dei rifugiati. Tale conoscenza, oltre a favorire una maggiore comprensione del fenomeno, può favorire e rafforzare il necessario dialogo tra studenti, ricercatori e docenti di diversa nazionalità, e favorire l’inclusione dei rifugiati.

  4. Integrazione. Si promuove nell’ambiente accademico l’integrazione, intesa come processo bidirezionale dinamico e articolato, che vede attivamente coinvolti sia i docenti, i ricercatori e gli studenti stranieri, i quali devono essere preparati ad integrarsi pur senza rinunciare alla propria identità culturale, sia le comunità locali e le istituzioni scolastiche, che hanno il compito di sviluppare politiche e programmi sensibili ai bisogni di una popolazione differenziata, con particolare riguardo alla condizione specifica dei rifugiati.

  5. Valorizzazione delle differenze. Si facilitano le occasioni di conoscenza reciproca tra studenti, ricercatori e docenti italiani e rifugiati, nell’ottica di promuovere un clima di scambio, inclusione e senso di appartenenza condiviso, valorizzando i diversi patrimoni culturali come elemento di stimolo e arricchimento per l’Università.

  6. Partecipazione. Si favorisce la partecipazione attiva dei rifugiati alla vita accademica, facilitando la costituzione di associazioni di studenti e ricercatori rifugiati, e coinvolgendo tali rappresentanze in momenti di confronto pubblico ed altri eventi dell’istituto.

Punti programmatici

I soggetti firmatari di questo Manifesto, alla luce dei principi generali sopra esposti e con l’obiettivo di favorire l’inclusione di studenti, ricercatori e docenti rifugiati nei propri atenei, si impegnano a realizzare alcune delle seguenti misure suggerite (Nota10).


1. Supporto agli studenti titolari di protezione internazionale

  •   Le Università e gli istituti di ricerca promuovono l’accesso alle informazioni, assicurando che il proprio personale amministrativo, in particolare gli uffici addetti alla registrazione degli studenti e alle relazioni internazionali, abbia tutte le informazioni utili e aggiornate relative allo status di protezione internazionale, e alle implicazioni dello status giuridico rispetto all’accesso all’istruzione, nonché le informazioni relative alle procedure di riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero. Le Università e gli Istituti di ricerca promuovono altresì lo scambio di conoscenze e di buone pratiche con gli istituti aderenti al Manifesto.

  •   Le Università e gli istituti di ricerca forniscono informazioni e assistenza ai rifugiati nella fase di iscrizione. Inoltre forniscono informazioni sulle borse di studio disponibili per titolari di protezione internazionale, anche attraverso specifiche brochures e altro materiale informativo cartaceo e digitale che siano appropriati e accessibili alle esigenze dei rifugiati.

  •   Le Università e gli istituti di ricerca predispongono servizi di orientamento e tutoraggio, ovvero forniscono informazioni e promuovono l’accesso ai servizi di orientamento e tutoraggio esistenti per studenti e ricercatori rifugiati, al fine di fornire assistenza e supporto sia nelle fasi di registrazione che nel percorso di studi e ricerca, incluso l’orientamento e il supporto per corsi di lingua italiana, in considerazione delle esigenze specifiche dei titolari di protezione internazionale.

  •   Le Università e gli istituti di ricerca favoriscono l’accesso degli studenti rifugiati a tirocini formativi e stage, in Italia e all’estero, al fine di facilitare il loro futuro ingresso nel mondo del lavoro.


    2. Supporto per il riconoscimento di titoli e qualifiche 

  •   In virtù dell’Art. 7 della Convenzione di Lisbona (ratificata con Legge 148/2002), le Università e gli istituti di ricerca si impegnano ad adottare tutti i provvedimenti utili per l’istituzione di un meccanismo equo, trasparente ed efficace per il riconoscimento dei diplomi, dei certificati e di altri titoli conseguiti all’estero dai titolari dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria, anche in assenza di certificazione da parte dello Stato dove è stato conseguito il titolo.

  •   Le Università e gli istituti di ricerca forniscono informazioni e assistenza ai rifugiati per quanto riguarda le procedure di riconoscimento di titoli e qualifiche conseguiti all’estero, tenendo presente che, per ragioni di protezione e ai sensi dell’Art. 25 della Convenzione di Ginevra, le istituzioni non possono esigere dai rifugiati alcuna prestazione che comporti il ricorso alle autorità del Paese di origine (Ambasciate e Consolati).


 3. Borse di studio e altri incentivi

  •   Le Università e gli istituti di ricerca, nei limiti delle risorse disponibili, mettono a disposizione borse di studio per studenti e ricercatori titolari di protezione internazionale, e altri incentivi rivolti, ad esempio, al supporto al vitto e all’alloggio, al sostegno allo studio e alla mobilità urbana. Inoltre promuovono, anche attraverso il coinvolgimento della comunità locale, iniziative di private sponsorship rivolte agli studenti e ricercatori titolari di protezione internazionale.

  •   Le Università e gli istituti di ricerca promuovono attività di tutoring, anche con il coinvolgimento degli studenti e di associazioni attive sul territorio, per sostenere i rifugiati nel proprio percorso accademico e di integrazione locale, e provvedono a disseminare informazioni su borse di studio e incentivi promossi da altri enti.


    4. Corridoi umanitari per docenti, studenti e ricercatori rifugiati

  •   Le Università e gli istituti di ricerca possono prevedere annualmente, sulla base di procedure di selezione e registrazione stabilite dai singoli istituti, l’ingresso di quote di studenti rifugiati residenti in Paesi Terzi, al fine di favorire vie di ingresso legale complementari per rifugiati, , e facilitare la loro integrazione nella società e nell’ambiente accademico,
  •   Le Università e gli istituti di ricerca si impegnano, nei limiti delle risorse disponibili, ad offrire agli studenti rifugiati un supporto economico per coprire le spese universitarie e le spese di mantenimento correlate, e un servizio di informazione, accompagnamento e orientamento specifico.

    5. Partecipazione

  •   Le Università e gli istituti di ricerca promuovono la partecipazione alla vita accademica di studenti e ricercatori rifugiati, anche supportandoli nella costituzione di loro associazioni.
  •   Le Università e gli istituti di ricerca si impegnano a coinvolgere le associazioni di rifugiati in dibattiti ed eventi pubblici, organizzati dagli atenei, anche sui temi legati alla protezione internazionale.


    Tu lascerai ogne cosa diletta più caramente; e questo è quello strale che l'arco de lo essilio pria saetta. Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui, e come è duro calle lo scendere e 'l salir per l'altrui scale. (Dante, Paradiso, Canto XVII)

     


    Note:

    1 UNHCR, Global Trends. 2018, https://www.unhcr.org/statistics/unhcrstats/5d08d7ee7/unhcr-global-trends-2018.html
    2 UNHCR, Tertiary Education, https://www.unhcr.org/tertiary-education.html
    3UNHCR, Stepping up. Refugee Education in Crisis, 2019, https://www.unhcr.org/steppingup/wp- content/uploads/sites/76/2019/09/Education-Report-2019-Final-web-9.pdf; UNHCR, Refugee Education 2030. A Strategy for Refugee Inclusion, 2019, https://www.unhcr.org/publications/education/5d651da88d7/education-2030-strategy-refugee-education.html.
    4 UNHCR strategic direction 2017-2021, https://www.unhcr.org/excom/announce/5894558d4/unhcrs-strategic-directions-2017-2021.html 5 UNHCR, Global Compact on Refugees, https://www.unhcr.org/gcr/GCR_English.pdf
    6Particolare attenzione va data alle iniziative dell’ European qualification passport for refugees (https://www.coe.int/en/web/education/recognition-of-refugees-qualifications), e del UNESCO Qualifications Passport for Refugees and Vulnerable Migrants project (https://en.unesco.org/news/passport4education-unescos-commitment-ensure-right-higher-education-most- vulnerable-ones)
    7 UNHCR, The three years (2019-2021) Strategy on Resettlement and Complementary Pathways, June 2019, https://www.unhcr.org/protection/resettlement/5d15db254/three-year-strategy-resettlement-complementary-pathways.html

    8 Piano nazionale d’integrazione dei titolari di protezione internazionale, http://www.interno.gov.it/sites/default/files/piano-nazionale- integrazione.pdf
    9 UNHCR, Policy on Gender, Age and Diversity. “Le donne e le ragazze rifugiate hanno eguale accesso ad opportunità economiche e all’educazione di qualità” (Gender Equality and Commitments to Women and Girls).

    10 Vedi le raccomandazioni elaborate dale Istituzioni partecipanti al progetto inHERE https://www.inhereproject.eu/outputs/recommendations


Pubblicato il: 04/11/2019  Ultima modifica: 30/09/2020