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L'importanza di dare valore alle nostre differenze

Avere la "consapevolezza che i progetti possono essere realizzati in modo più efficace se li affrontiamo uniti e da diversi punti di vista".

Waldir studia Ingegneria civile alla Universidad Catolica Sedes Sapientiae di Lima. A Bari, grazie alla borsa di studio "Come In Uniba" dell'Università, ha frequentato i corsi di Fisica e Scienze geoambientali. Ci dice che la diversità è un contributo utile, è un mattoncino che aiuta a crescere personalmente e a costruire insieme un edificio comune.

"Ho avuto la possibilità - ci dice - di valutare le nostre differenze, di riconoscere che siamo tutti in grado di raggiungere gli obiettivi, di essere persone più competitive".

 

Prima di partire, come ti immaginavi l’Italia e gli Italiani? Come li descriveresti oggi?

L'Italia è un Paese che ho sempre voluto conoscere da quando ero molto piccolo. Innanzitutto per la grande ricchezza culturale riconosciuta da molti nel mondo. Secondo, perché quando ho iniziato la mia vita universitaria nella facoltà di Ingegneria all'Università Cattolica Sedes Sapientiae (Lima, Perù), uno dei miei primi lavori è stato quello di esporre l’Ingegneria romana, opportunità per la quale ho potuto confrontare le vecchie opere infrastrutturali con quelle di oggigiorno, conoscendo in
questo modo il grande sviluppo raggiunto in questo campo dai Romani e l'organizzazione che le ha rese possibili.
Oggi, in generale, la descrivo come una nazione che contribuisce allo sviluppo internazionale, non solo nel campo scientifico, ma anche nel settore sociale, culturale, religioso ed economico.

Ti senti accolto? La gente che incontri come ti considera?

Sì, le persone con cui ho potuto interagire sono dotate di molti valori. E le persone mi considerano come un altro membro del gruppo, qualcuno con sogni, con obiettivi di crescita e con la consapevolezza che i progetti possono essere realizzati in modo più efficace se li affrontiamo uniti e da diversi punti di vista.

Puoi descrivere il tuo rapporto con gli studenti che stai conoscendo a Bari?

Prima di tutto, mi considero una persona timida, ma con la capacità di affrontare le sfide. Quest'ultima caratteristica è ciò che mi ha permesso di incontrare altri studenti, e grandi amici, con i quali
condividiamo le nostre diverse prospettive davanti ai problemi, che ci coinvolgono tutti come futuri professionisti, confrontiamo le nostre conoscenze, oltre ad avere buoni momenti di gioia.

Quale contributo dà questa esperienza interculturale alla tua carriera universitaria?

Un contributo molto importante. Il fatto di acquisire un'esperienza accademica all'estero, con una nuova cultura, ha un valore significativo quando si cerca un lavoro o si offrono i nostri servizi come
studenti o professionisti. 

Cosa ti ha spinto a partire? Pensi di essere cambiato con questa esperienza?

Ho obiettivi e desideri di miglioramento; quindi, questa è la forza principale che mi spinge a seguire un percorso aperto a opportunità come questa. Vorrei poi dare il mio contributo allo sviluppo del mio Paese e soprattutto alla mia famiglia, per il suo costante sostegno.

Penso che sicuramente sono cambiato; incontrare persone con modi diversi di pensare, di organizzazione, di interazione mi rende più completo in tutti gli aspetti della mia vita.

Un’esperienza interculturale nel tuo curriculum può avere un valore competitivo?

Come detto precedentemente, essa ha un altissimo grado di considerazione positiva, utile per ottenere un lavoro, per avere la possibilità di formare una società e, nell'ambito personale, che è l'aspetto più importante, consente di adottare una consapevolezza competitiva.

Ci sono più differenze o punti di contatto tra la tua cultura e quella italiana? 

Più che differenze, sono i vantaggi e gli svantaggi che risaltano. Ad esempio l'Italia ha una tecnologia e un'economia migliori, motivo per cui lo sviluppo nel settore educativo, sociale, organizzativo e scientifico, è direttamente proporzionale al miglioramento culturale.

Torneresti in Italia? Ti piacerebbe continuare a studiare o lavorare qui?

Non perderei tempo a pensarci, lo farei in ogni occasione possibile. Indubbiamente mi piacerebbe continuare i miei studi o specializzarmi nella mia carriera universitaria, Ingegneria civile, o in una branca di scienze affini come quella che frequento oggi, Scienze geologiche. Mi piacerebbe anche fare uno stage o una formazione pre-professionale oppure lavorare per lo Stato Italiano per un certo periodo, offrire i miei servizi per il supporto fornitomi oggi.

È difficile essere straniero in Italia? 

Prima di tutto, le persone hanno uno spirito accogliente e ci fanno sentire parte del loro gruppo. In secondo luogo, le nuove metodologie di studio universitario sono adeguate e ci consentono di adattarci ad esse; e infine, il percorso che il cittadino straniero deve intraprendere per ottenere la documentazione necessaria non implica molte difficoltà.

Come giudichi questo incontro culturale?

Come un'opportunità per dimostrare le mie capacità, per crescere accademicamente, per conoscere una realtà che ha indubbiamente livelli più elevati di sviluppo in alcuni settori rispetto alla mia e che possono essere presi ad esempio.

Che opportunità ti sta dando Come in Uniba? 

Mi sta dando l'opportunità di imparare cose nuove che completano favorevolmente le mie conoscenze per la mia carriera come, ad esempio, la relazione che esiste tra Geologia e Ingegneria Civile, e rafforzano le mie conoscenze nel campo della Fisica. Inoltre, mi sta dando l'opportunità di valutare le nostre differenze, di riconoscere che siamo tutti in grado di raggiungere gli obiettivi, di essere persone più competitive nel campo del lavoro.

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Pubblicato il: 07/09/2018  Ultima modifica: 12/09/2018