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Il virus non discrimina. Noi sì

All'estero siamo stati ripagati con la stessa moneta di chi, italiano, ha usato il Coronavirus per giustificare atti di xenofobia.

Ci hanno etichettato come gli "untori del Vecchio Continente" e anche derisi e vilipesi pubblicando il video 'pizza corona' su Canal+, una “sequenza di pessimo gusto, soprattutto nel contesto attuale, in cui si faceva un riferimento caricaturale all'Italia in un programma satirico” come ha poi detto il portavoce del gruppo televisivo francese, che ha mandato scuse ufficiali all'Ambasciatore italiano a Parigi.

Poco prima eravamo stati noi italiani a discriminare i cittadini cinesi, gli asiatici o anche gli italiani che rientravano dalla Cina.

Tra i primi episodi registrati dalla cronaca, c'è quello del 24 febbraio in provincia di Vicenza, dove un giovane era stato preso a bottigliate solo perché cinese come se fosse colpa sua, e non di un virus, quello che si stava scatenando nel mondo.

Ho più paura delle persone che del Coronavirus. Troppa discriminazione verso di noi che abbiamo la 'colpa' di essere cinesi. E andrà sempre peggio se la mia comunità non si decide a denunciare una volta per tutte. I cittadini cinesi, infatti, preferiscono 'testa bassa e silenzio', hanno paura di ritorsioni e si sentono 'ospiti' in Italia, un Paese che in realtà è anche il loro (visto che in molti risiedono sul territorio italiano da oltre 20-30 anni, ndr)” ha detto Elisa, nata in Cina ma da oltre 20 anni in Italia, al giornalista di Open.

L’odio e il razzismo sono solo scatenati dal timore del contagio ma sono generati dalla stupidità che purtroppo ha radici profonde, lontane e non è una prerogativa dei nostri tempi nè dei social network: fa parte di noi. La storia è piena di brutti esempi. E di stupidi.

E sono queste persone quelle che dovrebbero essere discriminate.

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Pubblicato il: 13/04/2020  Ultima modifica: 16/04/2020