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Territori. Visioni e mutazioni del paesaggio salentino

Mostra fotografica di Pio Tarantini
Quando dal 16/02/2017 alle 10:35
al 03/03/2017 alle 20:00
Dove Centro Polifunzionale Studenti (Piazza Cesare Battisti, Bari)
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Locandina mostra territori

Dal 16 febbraio al 3 marzo 2017, presso il Centro Polifunzionale Studenti dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro (Piazza Cesare Battisti, Bari) si svolgerà la mostra fotografica "Territori. Visioni e mutazioni del paesaggio salentino".

La mostra, a cura di Pio Tarantini, presenta una selezione di fotografie dedicate al paesaggio pugliese e salentino in particolare. Una parte delle fotografie consiste in immagini del progetto “Le montagne oltre il mare” già presentate negli anni scorsi in diverse sedi pugliesi pubbliche e private ─ tra cui il Museo Provinciale di Lecce (nel 2008) il castello di Monopoli (nel 2009) e recentemente, nell’estate del 2016, presso l’Antico Palmento di Brindisi ─ mentre una parte cospicua è invece costituita da immagini inedite realizzate in anni più recenti.

Organizzata da Pio Meledandri, la mostra vuole mettere in evidenza alcuni aspetti del paesaggio salentino visti con l’occhio dell’autore, tra documentazione e memoria personale profondamente radicata nel territorio dove Tarantini è nato e ha trascorso la sua giovinezza fino al 1973, anno del suo trasferimento a Milano.

La selezione di opere in mostra, complessa e difficile dovendo scegliere un numero limitato di fotografie da un archivio considerevole, è stata effettuata non tanto basandosi su alcuni lavori noti e storicizzati dell’autore ─ tra i tanti “Lecce barocca” del 1983 o “Sere a Sud-Est” del 2001 ─ quanto su aspetti di paesaggio apparentemente minore, dove la rappresentatività dei luoghi passa attraverso frammenti significativi della visione quotidiana.

Scorci di paesaggio con alcuni elementi forti della tradizione paesaggistica salentina e pugliese ─ le luminarie barocche, le pareti a calce in via di estinzione, la matericità dei manufatti di tufo ─ si intersecano in questo modo a particolari e altre visioni ed elementi attuali con forti segni della presenza umana. Questa è declinata sia attraverso sfuggenti apparizioni di figure mosse ─ nell’ambito di una parallela e importante ricerca, “Imago”, portata avanti dall’autore da molti anni ─ ma anche attraverso una presenza umana più realistica, partecipe di alcune situazioni sia di vita quotidiana sia di avvenimenti più caratterizzati, così come in una fotografia emblematica, realizzata nel 2016 durante una festa religiosa, dove in una piazza piena di gente centinaia di mani si alzano con i telefonini accesi a fotografare le luminarie.

È un paesaggio in rapido mutamento, come quasi dappertutto in un Paese economicamente avanzato come il nostro, se pur morso dalla crisi che attanaglia soprattutto il Sud, in cui la lettura fotografica dell’autore si dispiega nella sua preferita luce crepuscolare, tra documentazione diretta e allusione simbolica.

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Pubblicato il: 16/02/2017 
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